Strage dell’Heysel, oggi sono 25 anni. Andrea Agnelli: “Vittime nei nostri cuori”

Andrea Agnelli, 34 anni, durante la commemorazione di questa mattina

Un giorno che “cambiò la storia di tutto il mondo sportivo“. Durante la commemorazione di questa mattina nella sede della Juve, in corso Galileo Ferraris a Torino, Andrea Agnelli ha ricordato con commozione la serata del 29 maggio 1985, in cui la Juventus vinse la sua prima Coppa dei Campioni ma persero la vita 39 persone, travolte dalla furia degli hooligans inglesi.

Il presidente della Juve, oggi trentaquattrenne, all’epoca dei fatti era un bambino: “Avevo 9 anni e benchè fossi già molto appassionato, vivevo quella serata come un bambino di 9 anni, ero in trepidazione. Ne parlavo ieri con Del Piero e i nostri ricordi sono simili, eravamo dei bambini e non capivano perfettamente quello che stava succedendo. A casa vedevo negli occhi e nelle espressioni dei miei genitori cose che non capivo, a quell’età non mi veniva spiegato tutto quello che stava succedendo e ricordo che vivevo emozioni miste. Poi con il passar del tempo ho capito, noi juventini abbiamo sempre fatto fatica a sentire una coppa nostra quella Coppa dei Campioni, soltanto dopo ho acquisito piena consapevolezza della portata di quel tragico evento“.

L’impegno del presidente bianconero è quello di creare all’interno dello stadio un clima nuovo, in cui anche le famiglie possano avere il proprio spazio senza alcun timore: “Mi piacerebbe fare una piccola riflessione sul tema sociale del calcio, sulla necessità di ritrovarsi in maniera serena e tranquilla allo stadio. Noi guardiamo al domani, il nostro nuovo stadio sorgerà dove c’è stato il Delle Alpi, ci saranno tutte le condizioni per portare le famiglie, le mogli e i bambini ad una partita di calcio. La partita deve essere sempre un momento di gioia all’interno di una sana competizione sportiva. Questo è il nostro impegno di oggi. Nel nuovo stadio ci sarà un luogo dove ricordare la serata del 29 maggio del 1985, in modo che ci accompagni un pezzo e un ricordo di queste persone che hanno perso la vita all’Heysel e che saranno sempre nei nostri cuori“.

Platini – Michel Platini, attuale Presidente dell’Uefa, quel giorno era in campo (la gara si decise proprio grazie ad una sua rete su calcio di rigore). Oggi, grazie alla carica che ricopre, è impegnato in prima persona nella lotta contro la violenza: “E’ mia responsabilità che tragedie come quella non debbano più accadere, mai più. La sicurezza negli stadi è la mia più alta priorità“.

Il ricordo di Platini è carico di dolore: “In quella lontana primavera ero un calciatore non ancora trentenne, gioioso e spensierato, proprio come tanti tifosi che quel giorno vennero a Bruxelles per amore della Juventus e che purtroppo non sono mai tornati a casa, strappati ai loro cari in quella maledetta serata. Noi quella notte l’abbiamo vissuta al buio, coscienti che non era una partita normale, ma senza renderci conto sul momento di quanto non fosse normale. Quella partita non è durata 90 minuti, quella partita sia sta ancora giocando, non è mai finita e si giocherà nella nostra vita per sempre. Nessuno potrà mai cancellarla“.

Pier Francesco Caracciolo