Marea nera, fallisce l’operazione “Top Kill”, l’indignazione cresce

Fermo immagine della 'spill-cam'

Dopo 40 giorni di agonia, nessuna operazione è risultata efficace nel fermare la marea nera che continua a sporcare di petrolio squarci di paradiso. L’operazione Top Kill, l’ultimo tentativo di bloccare la fuoriuscita di greggio che sta inesorabilmente inquinando le acque del Golfo del Messico, ha ufficialmente fallito. E così, l’ultima manovra della Bp per salvare il salvabile, è stata abbandonata.

Dopo tre giorni di tentativi non si è riusciti a contenere la fuoriuscita di petrolio. L’operazione, altamente delicata e senza precedenti a quella profondità (1.500 metri), consisteva nell’inviare nel pozzo 35.000 barili di liquidi e fango per bloccare e il flusso di petrolio e poi cementare la falla.

Bp passerà adesso ad un nuovo piano di intervento per cui si è data quattro giorni di tempo. Si chiama Lower Marine Riser Package (LMRP) e non bloccherà la falla,  ma bensì catturerà la maggior parte del greggio in fondo al mare e lo incanalerà in superficie per la raccolta.

La notizia del fallimento dell’operazione Top Kill, la cui probabilità di successo era quotata al 60%- 70%, ha gettato nello sconforto più totale gli abitanti del Golfo, le cui comunità si stanno ancora riprendendo dall’uragano Katrina del 2005. L’annuncio della terza battuta d’arresto della Bp, dopo il fallimento della cupola e del ‘siringone’, ha scatenato una ancora più grande indignazione.

Sono esplose proteste in Louisiana e a New York. La gente è ipnotizzata dalla ‘spill-cam’, la telecamera che trasmette le immagini del fiotto di greggio 24 ore su 24. Ieri nella Grande Mela 200 manifestati si sono imbrattati di finto petrolio fatto di cioccolata e vernice davanti a una pompa di benzina. In Louisiana monta la protesta non solo contro la Bp, ma anche contro il governo federale. Sostengono, infatti, che Obama sia più arrabbiato con i suoi critici che con gli autori del disastro. A Washington, intanto, il Dipartimento della Giustizia sta valutando azioni legali a carattere penale.

La piattaforma Deepwater Horizon è esplosa lo scorso 20 aprile, uccidendo 11 operai e liberando in mare un torrente di petrolio, che il governo stima tra i 12.000 e i 19.000 barili (tra l’1,9 ai 3 milioni di litri) al giorno. Il governo americano ha fatto sapere che il disastro del Golfo ha superato quello di Exxon Valdez del 1989 nelle acque dell’Alaska. Si tratta, purtroppo del più grande disastro ambientale nella storia degli Usa.

Rosa Ricchiuti