Manovra, Fp-Cgil e Cgil Medici: in Umbria servizi a rischio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:05

Tra le misure della manovra finanziaria che colpiscono i lavoratori pubblici e i servizi va evidenziata la norma che prevede il taglio del 50% dei precari nel pubblico impiego e la cancellazione dell’80% delle consulenze. L’alta incidenza di precariato nella dirigenza medica umbra potrebbe comportare, con l’applicazione di queste norme, una notevole criticità nel funzionamento dei servizi sanitari, a partire da quelli per l’emergenza e il pronto soccorso.

Così come il taglio preteso dal governo nazionale del 50% dei circa 7mila camici bianchi a tempo determinato operanti nelle strutture sanitarie a livello nazionale e dei medici precari “invisibili”, con rapporti di lavoro atipici e di consulenza, si andrà a sovrapporre alla mancata sostituzione per il blocco del turnover (dell’80%) dei dipendenti che andranno in pensione. Una miscela esplosiva che potrebbe determinare nella sanità a livello nazionale una carenza complessiva di 12mila medici e il taglio del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini.

Una situazione complicata che produrrebbe effetti pesanti anche in Umbria, dove gli standard di qualità della sanità, riconosciuti a livello nazionale, sono il frutto dell’abnegazione e della professionalità dei tanti lavoratori della sanità, troppi ancora precari, soprattutto nel comparto della dirigenza medica.

Secondo la Fp-Cgil e la Cgil Medici, quindi, è necessario bloccare iniziative estemporanee e preventive di qualche direttore generale più “realista del re”. Per i sindacati la stessa Regione Umbria deve, inoltre, affrontare questa situazione, unitamente alle criticità locali, con trasparenza e responsabilità, con il necessario coinvolgimento degli operatori e una precisa pianificazione economica che salvaguardi i servizi, il sistema sanitario umbro e la sua qualità.

Mauro Sedda

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!