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Torre del greco, strage di gatti: l’appello accorato di Claudia

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Salve, mi chiamo Claudia, ho 28 anni e sono residente a Torre del Greco.
Sono state numerose le volte che ho cercato di mettermi in contatto con lei,
purtroppo senza esito positivo, sperando che questa sia la volta buona vorrei
porre la sua attenzione su un problema che ormai è diventato per me fonte inesauribile di lotta, IL RANDAGISMO.

Inizia così la l’appello che la volontaria Claudia, sola nella sua battaglia, rivolge in una lettera al primo cittadino di Torre del Greco, nel tentativo di portare alla sua attenzione la tragedia della quotidiana strage di gatti per le strade del paese. Pubblichiamo stralci del preoccupante testo, con il permesso esplicito dell’autrice e al puro scopo di esserle d’aiuto.

“Mi occupo da sola di nove colonie intere di gatti, che nutro, coccolo e curo
da tre anni impiegando il mio tempo e le mie finanze le mie energie ormai
esaurite.” .. “Mi sembro l’unica a preoccuparsene visto che questi esseri viventi vengono uccisi brutalmente, mutilati e bistrattati da uomini, che senza nessun motivodecidono di seviziarli recandogli tanto dolore. In questa mia missione di salvataggio mi sono sempre trovata sola nelle situazioni più disperate e abbassando la testa  ho provveduto con le donazioni di persone sensibili,  alla loro sterilizzazione e alle loro cure.”

Le richieste al Sindaco:

“Caro sindaco quello che prima era un semplice problema adesso si sta
trasformando in una vera emergenza e io da sola non riesco più a portare
avanti questo progetto e quindi vengo gentilmente a chiedere aiuto all’ente comunale nella speranza di poter avere una boccata di aria fresca, i gatti devono essere ASSOLUTAMENTE tenuti in degenza, curati e sterilizzati costantemente, dall’asl veterinaria, Altrimenti questi poveri animali continueranno a generarsi con ritmo esponenziale e esponiamo i
nascituri a morte certa per mano di automobili impazzite o presunti “uomini”,
io non chiedo soldi, chiedo aiuto….”

Di seguito l’inquietante racconto di un incivile episodio avvenuto mentre Claudia, come suo solito, era intenta a sfamare i gatti randagi, cosa che, va ricordata, sarebbe compito del Comune di competenza.

“sono stata aggredita da un gruppo di ragazzi, mentre sfamavo i gatti, hanno tentato di lanciarmi sacchi pesanti della spazzatura contro di me,che per fortuna mi sono spostata, altrimenti mi sarei ferita, hanno rigato la mia macchina mi hanno riempita di offese e parole volgari.
Questi poveri gatti, sono affamati e assetati, nessuno li aiuta e ho sempre paura di andare sola in queste zone, che potrebbero farmi di tutto!

Ora, il fatto di non essere sensibili alla causa animalista può anche essere vista come una sorta di “scelta di campo”, ma l’aggressione diretta ad una persona che cerca solo di fare bene è pensabile non poter essere tollerata in uno Stato, prima ancora che in un paese, civile, come, allo stesso modo non può essere tollerata l’uccisione di povere bestie indifese e innocenti  senza nessun motivo ( come se poi ce ne possano essere, di motivi).

“Nella nostra città manca un rifugio, anche piccolo, signor sindaco, una
struttura che soccorra gli animali feriti, che guarisca quelli malati, che
permetta alle persone come me di sentirsi utili e di poterli aiutare!” –

“L’umanità è prendere a calci un gattino malato perché non si sposta dal tuo
cammino? Oppure buttarlo nell’ immondizia perché è indesiderato e tanto prima o poi morirà? E la pietà, la pietà di cui si parla tanto, dov’ è finita?
Mi scusi, signor sindaco, Io come cittadina di questo paese chiedo tramite questa lettera un incontro formale con lei per esporre doverosamente questa problematica che affligge la comunità. Spero di non avere creato fastidi esponendo a lei primo cittadino questa grave problematica.”

E’ attesa ora una risposta del On. Dott. Borriello Ciro, PdL, Primo cittadino di Torre del Greco. Per chi volesse aiutare Claudia, per telefono ci è stata segnalata, pur in via informale, la necessità di reperire cibo per gatti (umido, croccantini).  L’indirizzo, l’unico a cui fare riferimento (a scanso di equivoci) è  [email protected] . L’invito è ovviamente valido anche per eventuali associazioni che decidano di prendere a cuore la faccenda. I contenuti delle parti di appello, originariamente scritti in forma privata, sono pubblicati sotto la sola responsabilità dell’autrice e col suo permesso accordato per telefono alla presente testata.

Angelo Sanna

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