Cota: in Piemonte buco di 500 milioni, presto tagli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:43

Come in ogni alternanza degna di tale nome, anche in Piemonte per il neo presidente della Regione Roberto Cota è arrivato il momento di fare il conto delle colpe da attribuire al precedente Governo.
In particolare il governatore leghista ha convocato ieri mattina una conferenza stampa per spiegare alla stampa locale che, andando a verificare lo stato di salute dell’economia regionale, la nuova giunta ha riscontrato un buco di circa 500 milioni.

Tra gli sprechi eccellenti di cui, secondo Cota, la Bresso e il centrosinistra sarebbero responsabili, anche il progetto del nuovo palazzo regionale a Torino, elaborato dal noto architetto Massimiliano Fuksas per una modica parcella di almeno 22 milioni di euro. D’altronde si sa, come ha insegnato Crozza con la sua eccezionale interpretazione di “Fussas”, che i meccanismi dell’architettura moderna a volte sono ben difficili da comprendere.

Purtroppo per i piemontesi, però, c’è ben poco da ridere di fronte ai tagli che Cota ha delineato come inevitabili per far fronte al deficit di bilancio, che scaturisce anche da 180 milioni di risorse statali da reimpostare, 157 milioni emersi analizzando i conti della Sanità, 90 milioni di oneri finanziari che risultano tolti dal bilancio 2009 e non inseriti in quello del 2010, 75 milioni provenienti dai fondi europei Fas destinati allo sviluppo che non potevano essere usati per la spesa sanitaria, 15 milioni mancanti per la finanziaria regionale Finpiemonte, e 16 milioni per il consiglio regionale.
Il quadro dei possibili tagli – ha annunciato l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia – dovrebbe essere presentato dagli assessorati entro domani. L’obiettivo è portare la bozza del Bilancio di assestamento in I Commissione per la discussione venerdì”.

“Per coprire il buco dovremo compiere tagli consistenti. Ci stiamo lavorando e ci riusciremo, – ha detto ancora Cota, cercando di rassicurare i piemontesi – ma senza toccare i servizi e senza rinunciare al piano straordinario per il lavoro che stiamo per varare. E anche senza mettere a rischio la Sanità”.
Un apprezzabile intento che si scontra però con l’operato della Lega durante la scorsa legislatura, quando i consiglieri del carroccio, risultando poi decisivi, scelsero di affossare una legge a firma Juri Bossutto che proponeva di legare l’erogazione di aiuti finanziarie alle imprese alla permanenza delle stesse sul territorio regionale per un determinato arco di tempo, al fine di evitare frettolose delocalizzazioni verso altri lidi ricchi di manodopera a basso costo.

Senza dimenticare, naturalmente, la manovra approvata dal Governo nazionale che rischia di mandare in rovina numerosi enti locali, riducendo drasticamente la qualità dei servizi offerti ai cittadini senza che siano toccati i tanti privilegi delle classi dirigenti della politica e dell’economia.
Può darsi, però, che anche questa volta l’aiuto di Odino o di qualche altro dio celtico o padano finisca per salvare la baracca di Cota. Staremo a vedere.

Mattia Nesti

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