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Fabbrica lager a Città di Castello, Cgil: c’è l’ombra della criminalità organizzata

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E’ notizia di ieri la scoperta a Città di Castello (Perugia) di un’azienda di produzione di prodotti tessili, con lavoratori (16 operai di cui 10 donne) costretti a lavorare in un capannone per pochi euro al giorno e completamente al nero. Il tutto ha portato all’arresto di quattro cinesi, tra cui il titolare dell’attività, da parte della tenenza della cittadina umbra, in collaborazione con i “baschi verdi” della Compagnia di Perugia. Non si tratta, purtroppo, di episodi isolati, sono stati trovati, infatti, altri laboratori che avevano le stesse caratteristiche. Ci troviamo, al contrario, davanti ad un fenomeno esteso e preoccupante sul piano economico, sociale, morale e della sicurezza, che richiede una maggiore attenzione rispetto a quella prestata sino ad oggi.

Ad esprimere forte preoccupazione al riguardo è la Cgil dell’Alta Umbria, che evidenzia come un fenomeno così esteso non può esistere se non c’è una rete di protezione e di connivenze ampia ed articolata e se non ci sono legami con la malavita organizzata, che promuove questi fenomeni e da questi fenomeni trae risorse economiche ed umane per alimentarsi. L’allarme lanciato dai sindacati intende, inoltre, mettere in evidenza il fatto che questi stessi fenomeni stanno penetrando in una realtà economicamente solida come quella tifernate, che sta vivendo attualmente una situazione di crisi nella quale le persone che hanno perso il lavoro e/o che non riescono a reinserirsi, potrebbero essere coinvolte dal fenomeno del lavoro nero e/o grigio.

Ciò che viene chiesto nella nota sindacale è il proseguo di un’azione profonda ed intensa da parte delle forze dell’ordine, con tutto il sostegno necessario. Ma questa azione, ammoniscono dal sindacato, rischia di non essere sufficiente in quanto la crisi tende ad allargare questa piaga se non c’è una piena consapevolezza di ciò che sta succedendo nel contesto economico e sociale del territorio e se non si mette in campo un’azione etico morale forte da parte delle classi dirigenti di questo territorio e del contesto Regionale.

La Cgil si rivolge, inoltre, al sistema imprenditoriale della zona, che dovrà mantenere comportamenti coerenti e chiari. E’ necessaria, dunque, conclude il comunicato, coerenza da parte di tutti, solo così si potrà combattere tale fenomeno, nell’interesse dell’intera comunità tifernate, ricca di storia civile ed economica positiva e rispettosa dell’etica, delle regole, dei diritti delle persone e dell’intera Umbria.

Mauro Sedda

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