Caffè: secondo uno studio non rende più svegli

Il caffè è cpnsiderato dai più un vero e proprio mezzo attraverso il quale restar svegli e mantenere desta l’attenzione. Molti sono dei veri e propri “coffee addicted”, overo dipendenti dal caffè: mattina, pranzo, pomeriggio, cena. Non riescono a fare a meno del suo gusto amaro, soprattutto se il lavoro che si fa richiede grande sforzo e attenzione.

Tuttavia uno studio potrebbe roversciare tutte queste convinzioni positive sul caffè.
A quanto pare, infatti, il caffè non ha affatto il potere di tener alta la concentrazione delle persone, agendo positivamente sulla lucidità mentale, ma, al contrario, a lungo andare la peggiorerebbe. Come può il caffè peggiorare attenzione e lucidità?

Il caffè costringe la persona che lo assume a una vera e propria dipendenza da caffeina, sostanza che agisce sul sistema nervoso centrale stimolando la produzione di adenosina. Quest’ultima è coinvolta nei processi di regolazione della pressione arteriosa e spinge l’organismo a rendersi più vigile rispetto all’ambiente circostante.

Nonostante ciò, uno studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology non ha fatto altro che far crollare quelle che erano vere e proprie certezze circa il caffè. A condurre la ricerca sono stati i ricercatori inglesi dell’Università di Bristol.

Sono stati analizzato ben 400 volontari, che facevano largo uso di caffè; questi sono stati divisi in due gruppi: consumatori accaniti e occasionali. Entrambi i gruppi sono stati costretti a non consumare caffè per 16 ore di fila.
Divisi ulteriormente i gruppi in due, a un gruppo è stata offerta una tazzina di 100 ml di caffè e agli altri la stessa quantità di placebo.

Ebbene, per le persone non dipendenti da caffè, il placebo produceva lo stesso effetto del caffè, aiutando l’organismo a recuperare lucidità e a svegliarsi. Chi, invece, faceva uso smodato e quotidiano di caffè, non riusciva ad ottenere lo stesso effetto che il placebo faceva ai non dipendenti. I dipendenti, tra l’altro, accusavano cali di concentrazione e mal di testa.
L’autore dello studio, Paul Rogers, ne spiega i motivi: “benché i consumatori di caffeina si sentano più svegli dopo un caffè, l’effetto reale è quello di riportare l’organismo agli stessi livelli di allerta che si avevano prima dell’astinenza dalla caffeina”.

Angela Liuzzi