Di Pietro amico della cricca, e il blog si ribella

Di Pietro vittima di Di Pietro; una frase che, per quanto paradossale, riassume meglio di qualsiasi altra le vicende mediatiche che hanno coinvolto nelle ultime ventiquattr’ore l’ex pm leader dell’Italia dei Valori. Questa mattina, infatti, alcuni importanti quotidiani nazionali hanno pubblicato stralci delle dichiarazioni rilasciate dall’architetto Angelo Zampolini ai pm di Perugia, in merito alle indagini sugli affari della “cricca”.
Si è quindi scoperto che, stando alla ricostruzione di Zampolini, anche Di Pietro aveva intessuto importanti rapporti con la cricca, al punto di beneficiare delle conoscenze di Balducci per ricevere in affitto a condizioni particolari due stabili della Congregazione Propaganda Fide, uno per la figlia e l’altro per aprire una possibile nuova sede dell’IdV. Secondo Zampolini, inoltre, Di Pietro avrebbe svolto un importante ruolo anche nella pianificazione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rallentando volontariamente, ai tempi del terzo governo Prodi, le operazioni fino a quando non gli fu concesso di inserire nell’elenco dei lavori anche l’Auditorium di Isernia e il conseguente appalto di circa 20 milioni di euro.
Lo stesso ex-pm, inoltre, avrebbe chiesto ai più influenti membri della cricca di introdurlo, dopo il successo delle transazioni con la Congregazione, direttamente nei più importanti ambienti del Vaticano.
E, a voler pensare male, potrebbe perfino tornare alla mente quella famosa mozione, poi approvata dalla maggioranza parlamentare, con cui lo scorso anno l’Italia dei Valori chiese al Governo di impegnarsi “a  sostenere lo sviluppo dell’iniziativa privata nel settore formativo”.

Nel pomeriggio, intanto, il leader dell’Italia dei Valori ha replicato alle dichiarazioni di Zampolini equiparandole a “calunnie” e spiegando di avere in mano le prove della sua totale estraneità rispetto ai loschi affari della cricca come mostrerà ai magistrati di Perugia e ai media; molto meno garbata, invece, è stata la replica che Di Pietro ha riservato a chi ha ipotizzato un suo effettivo coinvolgimento nell’inchiesta.
“I commentatori da strapazzo – ha detto – dovranno pagare le spese per le gravi calunnie che mi hanno rivolto“.

Ma anche la base dell’Italia dei Valori, attraverso le pagine del suo blog personale, è insorta con veemenza, evidentemente abituata, ed è fin troppo facile capire da chi, a imbracciare il forcone alla prima indiscrezione pubblicata da qualche giornale.
Di Pietro è come tutti gli altri“, “quella carezza di Di Pietro sulla gamba di Bertolaso vista a Ballarò: si era capito che erano amici di cricca”, “Di Pietro adesso che fa… Si dimette e va dal “suo magistrato” come ha sempre chiesto di fare a gli altri coinvolti negli scandali? O rimane col culo ben attaccato alla poltrona come tutti?“…questo il tenore di molti interventi.

Pur vittima dell’ideologia giustizialista che lui stesso ha costruito, Di Pietro sembra comunque essere in grado di smontare pezzo per pezzo, a differenza di Bertolaso, Scajola ed altri sulla lista della cricca, le accuse che gli sono state rivolte.
Anche se, a ben guardare, parlare il giorno dopo le rivelazioni di Zampolini di “rivelazioni ad orologeria” (Repubblica) ricorda più il gergo di alcuni esponenti di Governo che quello proprio, almeno fino ad oggi, dell’ex pm.

Mattia Nesti