Mondiali, Italia: Pirlo si infortuna e rischia l’ esclusione

Dopo il danno anche la beffa. Evidentemente non bastava solo perdere contro un eccellente Messico per la squadra di Marcello Lippi che, con molta probabilità, dovrà fare a meno del giocatore del Milan, nonchè centrocampista fondamentale per la Nazionale. Nel pomeriggio, difatti, Andrea Pirlo ha abbandonato Sestriere con tanto di valige. Dalle analisi cliniche si deduce che difficilmente lo si vedrà giocare in questo mondiale, nonostante Lippi creda ancora in un suo possibile ritorno. Il responsabile dello staff medico è stato molto chiaro in merito all’ infortunio del giocatore: Pirlo si è accorto dopo la partita di giovedì sera a Bruxelles di avere dei dolori al polpaccio sinistro. Stamane abbiamo effettuato gli esami ecografici che hanno confermato la prima diagnosi: distrazione di secondo grado al gemello laterale del polpaccio sinistro. L’intenzione è quella di portarlo in Sudafrica per cercare di recuperarlo. Non per la prima partita, ma entro il 13 giugno per regolamento possiamo ancora cambiare giocatori”.

Teoricamente i tempi di recupero, qualora dovesse esserci realmente la possibilità, oscillerebbero fra i 15-20  giorni circa. Castellacci ha affermato infatti che: “L’infortunio muscolare è di una certa entità. E anche se poi dipende dal fisico di ogni atleta, i tempi di recupero non sono inferiori a 15 giorni. Vedremo come reagirà Andrea che naturalmente torna a casa con un programma di cure e non verrà a Ginevra, ma partirà con noi per il Sudafrica”.

Nella tarda serata di ieri, dopo la sconfitta a Bruxelles, Lippi ha speso alcune parole sul problema muscolare del centrocampista, facendo riferimento alle condizioni climatiche poco consone: “Gli esperti mi dicono che quando lavori in altura c’è un picco fra il 12° e il 14° giorno in cui risenti negativamente la preparazione sulle gambe. Lo abbiamo pagato col Messico e mi dispiace per i tifosi. Ma stiamo lavorando con intensità per arrivare bene al Mondiale”.

Non si discute sul fatto che tali condizioni abbiano aggravato il rendimento del centrocampista e  degli azzurri in toto, ma ciò non toglie che  questa Nazionale abbia bisogno di “quella spinta in più” di cui evidentemente è sprovvista.

Santi Leotta