Napoli:baby-gang rapina coppia, il più piccolo ha 13 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:21

Napoli, quartiere di Ponticelli, zona del clan camorrista dei Sarno. E’ ormai tarda serata. Quattro Guaglioni, di 13, 17, 18 anni il più grande, in spedizione punitiva affiancano una macchina, dentro c’è un coppietta appartata, lui 25 anni, lei 24. I tre baby-criminali sono del quartiere, di Ponticelli, che è zona loro, lì li conoscono tutti. Pare fossero armati, una pistola revolver carica e una scacciacani, dovevano fare ‘a rapina.

Uno di loro scippa la borsa di lei, marca “Giorgo Armani”, ma è magro il bottino, appena 70 euro. Il fidanzato si oppone, ha coraggio, comincia una colluttazione con uno degli aggressori, intanto il ragazzino tredicenne, fa ‘o furbo, s’impossessa di un telefono cellulare, un Nokia probabilmente della ragazza, e deve essergli anche sembrato proprio figo. Nel parapiglia c’è un attimo di distrazione, il fidanzato ne approfitta, riesce a girare le chiavi del cruscotto della sua auto, il motore si accende, e inizia la fuga, c’è un brivido, un batticuore. Ma la baby-gang non demorde, insegue l’auto, proprio come nei film. La Ford Fiesta dei rapinatori comincia a speronare la macchina della coppietta sottrattasi alla rapina,  poi d’un tratto i rapinatori vedono gente del quartiere, che avrà minacciato di chiamare e ‘guardie,  e i picciotti scappano dando fine al disegno criminoso.

Scatta la denuncia dei fidanzati. Quelli della baby-gang li conoscono tutti a Ponticelli “senza ombra di dubbio”, ci vuole un attimo a trovarli. I poliziotti della sezione “Volanti” dell’ufficio Prevenzione Generale ne bloccano tre, recuperano le due pistole con i proiettili; per il maggiorenne e il giovane di 17 anni, scatta l’arresto, l’accusa è rapina aggravata e lesioni. Per il minore coinvolto di soli 13 anni, il piccerìllo non imputabile, si sono riaperte le ali della famiglia, alla quale è stato affidato. Per il giovane di diciotto anni invece si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale. Il suo compagno di 17 dal canto suo troverà spazio al Centro di Prima accoglienza dei Colli Aminei. Ne resta un altro, ricercato dalla polizia, anch’egli complice della rapina da bulli, bulli armati fino ai denti. (Fonte, questura di Napoli)

Andrea G. Cammarata

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