Bangladesh: incendio fa 116 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:37

Ancora una volta a causa delle normative di sicurezza non rispettate, situazione molto frequente, un incidente ha causato in Bangladesh delle vittime. Questa volta la causa è stata prodotta da un vasto incendio.

Almeno sette edifici, nella zona di Najirabazar nel quartiere di Kayettuli (centro storico) a Dacca, la capitale del Bangladesh, sono stati invasi dalle fiamme a causa di un malfunzionamento. Tal malfunzionamento si crede sia dovuto alla rottura di un trasformatore che ha provocato un cortocircuito.

Abu Nayeem, il capo dei vigili del fuoco che gestiva l’operazione di spegnimento, ha dichiarato che l’incendio si è espanso a causa di prodotti chimici infiammabili presenti in un negozio a piano terra.

Nelle fiamme è stata registrata la morte di 116 morti oltre a 100 feriti, la maggior parte in maniera grave. Nayeem spiega che l’elevato numero delle vittime è dovuto alla presenza di una festa di matrimonio all’ultimo piano di uno degli edifici colpiti.

L’incendio, parla ancora Nayeem, era già molto esteso quando i vigili, ostruiti nel passaggio di entrata, sono riusciti ad intervenire. La propagazione ha rallentato di molto le operazioni di soccorso che sono state ufficialmente sospese per via delle condizioni instabili dei palazzi.

In Bangladesh, oltre a non rispettare le norme di sicurezza in fatto di apparecchi elettrici, anche gli edifici sono fortemente a rischio. Infatti i vigili del fuoco hanno fatto fatica sia ad entrare dalle porte successivamente crollate, sia a salire le scale non a norma molto strette che non hanno permesso la rapidità dell’operazione.

L’operazione di spegnimento dell’incendio è ancora in corso, ma nessuno ha ancora parlato di ripercussioni a livello sanzionale per quanto concerne le norme di sicurezza sia nel settore elettrico sia nel settore edile.

Molto spesso infatti queste situazioni in Paesi come il Bangladesh finiscono poi nel dimenticatoio, situazioni che causano molte vittime, provocate dall’inefficienza collettiva e dai pochissimi fondi disponibili.

Ora si attende di sapere se tra i 100 feriti portati di urgenza nei vicini ospedali, ci sarà ancora qualche vittima.

di Andrea Bandolin

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