Un prestanome dietro il tesoro di Angelo Balducci

Soldi, gioielli e documenti: il presunto tesoro occulto di Angelo Balducci (ex presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici) sarebbe stato intercettato dalla Guardia di Finanza, rivelando l’esistenza di un prezioso prestanome. Si chiama Fernando Mannoni ed è un collaboratore di Stefano Gazzani, l’indefesso commercialista della “cricca” nel cui studio sono stati sequestrati 34 faldoni di carte che disegnano la rete di contatti intrecciata da Balducci, Anemone, Zampolini & co.

Scartoffie che gli inquirenti hanno “rastrellato” nell’ufficio di Gazzani per inserirle in un verbale dalla inequivocabile dicitura: “Documentazione di conti correnti riconducibili alla famiglia Balducci, intestati a Fernando Mannoni“. Una montagna di soldi che l’assistente del commercialista avrebbe tentato di mantenere al riparo dai controlli perché “generati”- con ogni probabilità – dai facoltosi appalti gestiti dall’ex Provveditore ai lavori pubblici.

La perquisizione nello studio del commercialista è avvenuta circa 3 mesi fa, ma soltanto nell’ultimo periodo le indagini avviate dalla Procura di Perugia sono riuscite a individuare la “paternità” dei conti attribuibile a Fernando Mannoni. Il suo computer, insieme a una chiavetta Usb e ad altro materiale informatico reperito nello studio di Gazzani, è stato sequestrato ed è adesso al vaglio degli inquirenti. Guardia di Finanza e Ros dei carabinieri cercheranno adesso di risalire il fiume di soldi intercettati per comprenderne la reale provenienza e le eventuali “deviazioni”.

Quella che si è appena aperta, è una settimana calda sul fronte degli accertamenti giudiziari: mercoledì scade il termine concesso al costruttore Diego Anemone per collaborare con la Procura umbra, mentre già nelle prossime ore potrebbe essere ascoltato come persona informata sui fatti il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, al centro degli scandali per le presunte agevolazioni ottenute per l’affitto di due appartamenti a Roma, grazie alla “provvidenziale” intercessione della “Propaganda Fide”. Dovrebbe slittare a fine mese, invece, la convocazione del numero uno della Protezione Civile, Guido Bertolaso. La sua posizione sembra essersi ulteriormente complicata dal momento che l’accusa mossa da Angelo Zampolini (quella di aver pagato personalmente, su richiesta di Anemone, un appartamento sito in via Giulia a Roma dove Bertolaso soggiornò per un breve periodo) è stata confermata dal padrone di casa.

Maria Saporito