Basket, Serie A: semifinali playoff, Milano e Caserta a gara-5

Non sono bastate quattro partite per stabilire il nome della seconda formazione finalista del campionato italiano di basket 2009/2010: l’affermazione casalinga dell’Armani Jeans Milano – vittoriosa in gara-4 sulla Pepsi Caserta, regolata col punteggio di 91-74 – trascina infatti la serie di semifinale tra i lombardi e i campani all’ultima decisiva sfida, la “bella” che giovedì sera a Caserta consegnerà ad una delle due compagini l’ambito traguardo della finale scudetto.

Le ambizioni dei bianconeri allenati da Stefano Sacripanti, alla vigilia allettati dall’idea di centrare un nuovo colpaccio esterno e di chiudere i conti senza dover ricorrere a gara-5, si sono presto scontrate con la voglia e la brillantezza della migliore AJ vista finora in questi playoff. In un primo quarto dai ritmi e dal punteggio stranamente alti, nel quale la Pepsi tiene botta chiudendo sotto di 4 lunghezze (26-22), il nome del mattatore della serata sembra già chiaro a tutti: è Stefano Mancinelli.
Uno dei grandi colpi di mercato messi a segno un anno fa da Milano, al termine di una stagione caratterizzata da alti (non molti, in realtà) e bassi decide di lasciare il segno nel momento che più conta: 10 punti dell’ala della Nazionale azzurra realizzati nel solo primo quarto trascinano tutta l’Olimpia verso un prosieguo di gara in discesa. Nel secondo periodo i padroni di casa tentano l’allungo, Mancinelli regala il momentaneo +10, ma è la coppia italiana Di Bella-Michelori a rintuzzare lo svantaggio, mantenendo Caserta in linea di galleggiamento.

Dopo il 41-35 dell’intervallo, la ripresa conferma un importante dato emerso già nelle prime due frazioni di gioco: è la serata degli italiani. E in particolar modo di quelli in maglia biancorossa. Quando la Pepsi finisce la benzina prima del tempo, pagando forse i numerosi impegni ravvicinati che non favoriscono un roster non eccessivamente profondo come quello casertano, l’Olimpia scappa via sospinta dal solito Mancinelli e da un ritrovato Marco Mordente.
E’ proprio la guardia di origine abruzzese a completare, con una tripla, il parziale milanese di 12-5 che in poco più di 3′ fa volare l’AJ a +15 (59-44). Tra gli ospiti, solamente Di Bella e Bowers sembrano voler credere ancora ad una potenziale rimonta, stroncata però a cavallo tra terzo e ultimo quarto dalla freddezza degli uomini di coach Piero Bucchi, abili nel superare i 20 punti di vantaggio e cinici nel mantenere senza patemi un margine così rassicurante.

Gli ultimi giri di lancette rimasti prima della sirena finale sanno di puro garbage-time e di attenzione rivolta più alla già imminente gara-5 che a quanto accade sul parquet del Forum di Assago. Sia per Milano che per Caserta, ampio spazio alle seconde linee, tra cui si fanno notare Viggiano da una parte e Doornekamp dall’altra, con qualche bel canestro che però serve soltanto a rimpinguare le statistiche personali di giocatori fin lì poco protagonisti.
Si chiude sul 91-74 in favore di una buona Armani Jeans, che andrà in Campania a giocarsi la finale ringraziando Mancinelli e Mordente, autori rispettivamente di 21 e 18 punti. In vista della partita più importante degli ultimi 19 anni di storia della Juve Caserta, coach Sacripanti sembra avere molte gatte da pelare: ancora una volta la sua squadra ha sofferto a rimbalzo (35 a 26 il conto in favore di Milano) e ha pagato la serata no di Jumaine Jones.

L’eroe di gara-4, nella quale segnò dai 6.25 il canestro della vittoria, ieri è infatti rimasto fermo al palo, a quota zero punti frutto di un brutto 0/5 al tiro che spiega anche il -3 di valutazione. Ritrovare il vero Jones sarà una delle priorità del tecnico bianconero, così come Sacripanti si augura di ritrovare percentuali al tiro – sia da 2 che da 3 punti – più incisive: il 26% da 3 (5 centri su 19 conclusioni tentate dalla lunga distanza) non potrà bastare in gara-5 per regalare al pubblico casertano il sogno della finale scudetto.
Il tempo per recuperare le energie è pochissimo, l’Armani Jeans apparentemente sembra più fresca e innegabilmente ha una rosa di giocatori più lunga; ma il cuore e le mille risorse che quest’anno Caserta ha sempre gettato in campo potrebbero fare ancora una volta la differenza. Per conoscere chi andrà all’ultimo atto del campionato contro il Montepaschi Siena (e auguri a chi avrà questo onore-onere…) basterà aspettare giovedì sera; la “bella” sembra comunque la conclusione più giusta e logica per una serie di semifinale così incerta e dalle mille sfaccettature.

Daniele Ciprari