Bertolaso furioso: querele record per le insuanazioni sulla casa a Montecarlo

 

(A cura di Florinda Gargiuoli). Pare proprio che quello di Anemone sia un vizio a tutti gli effetti.

Se, in primis, fu l’ormai ex ministro Scajola ad usufruire, a suo dire, senza esserne a conoscenza, della casa sul colosseo pagata parzialmente dall’imprenditore al centro della inchiesta sulle “Grandi Opere”, oggi, a seguito delle tristementi note intercettazioni, è toccato, stando a quanto riportato dai media, al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

L’immobile in questione sarebbe una casa a Montecarlo che la cosidetta cricca avrebbe messo a disposizione al sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

“Una nuova puntata della macelleria mediatica”, ha dichiarato stamattina un indignato Bertolaso che ha prontamente esposto più di una ventina di querele per diffamazione contro gli articoli in cui veniva riportata tale notizia.

“Non ho mai avuto né la proprietà, né la disponibilità di alcun immobile all’estero, né tantomeno sulla Costa Azzurra o a Montecarlo”, ha aggiunto, poi.

“Le mie proprietà immobiliari sono desumibili facilmente dalla consultazione della denuncia dei redditi, già resa pubblica e ampiamente raccontata da tutti gli organi di stampa”.

L’ipotesi di questo fantamatico appartamento in Costa Azzurra si somma, comunque, ad un’altra recentemente formulata dai pm di Perugia, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi, che hanno espresso la volontà di risentire il capo della Protezione Civile a seguito della scoperta di un pied a terre nel centro di Roma che sarebbe stato, secondo il proprietario Raffaele Curi, affittato e pagato dall’ architetto Zampolini e dato, poi, in usufrutto a Bertolaso. Le dichiarazioni di Curi hanno, così, smentito quelle di Bertolaso in cui, invece, aveva sempre sostenuto che l’appartamento fosse stato messo a sua disposizione gratuitamente da un amico.

E se da una parte, intanto Bertolaso continua a professare la sua innocenza dalle accuse di corruzione e a sentirsi vittima di un complotto che lo ha coinvolto nell’indagine sulle Grandi Opere, dall’altra chiede a Travaglio e company 100.000 euro di risarcimento per un editoriale in cui il giornalista del Fatto Quotidiano ribattezzava il capo della protezione civile Bertloladro.

Un soprannome offensivo, certo. Auguriamoci anche che sia falso!