La cricca, Bertolaso e la casa a Montecarlo

Roma, 09 giugno 2010. L’inchiesta di Perugia, coordinata dai pm Alessia Tavernelli e Sergio Sottani si estende oltralpe. Da alcune intercettazioni telefoniche infatti è emersa una casa a Montecarlo a disposizione di Guido Bertolaso.  L’argomento verrà affrontato nell’interrogatorio della settimana prossima cui sarà sottoposto il capo della Protezione Civile, oltre alla vicenda dei pagamenti relativi all’appartamento affittato in via Giulia. Quell’appartamento il cui affitto veniva pagato puntualmente dall’architetto Zampolini su disposizione del costruttore Anemone. Al momento sono in corso visure su possibili società intestatarie dell’abitazione in Costa Azzurra. La Banca d’Italia ha inoltre segnalato una cinquantina di operazioni sospette, riconducibili alla ”cricca”, effettuate tra il Lussemburgo e San Marino.

Dai controlli eseguiti sui conti correnti gestiti dal commercialista Stefano Gazzani sono risultate tracce di versamenti, e decine di milioni di euro movimentati. I conti erano intestati a prestanome, tra cui il suo collaboratore Fernando Mannone a Alida Lucci, la segretaria di Anemone. Gazzani è risultato inoltre in possesso di una lista contenente circa 30 nominativi tra privati e istituzioni, dal Viminale all’Inps, per cui Anemone ottenne appalti. Per comprendere meglio i movimenti di denaro si renderà necessaria una nuova rogatoria in Lussemburgo, poiché da quella effettuata nelle scorse settimane sono già emerse le cifre accantonate sui depositi esteri di Balducci e del commissario per i Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi: tre milioni al primo, due al secondo.

Guido Bertolaso, in merito alla vicenda della casa di Montecarlo, si dichiara estraneo «Le mie proprietà immobiliari sono facilmente deducibili dalla consultazione della denuncia dei redditi, già resa pubblica e ampiamente raccontata da tutti gli organi di stampa» e afferma che si tratti di  una «nuova puntata della macelleria mediatica che mi vede coinvolto in vicende che sono destituite di qualsiasi fondamento». Prosegue quindi minacciando querele fino «a superare qualsiasi record in materia», poiché non intende «essere quotidianamente processato e condannato dalla stampa sulla base di notizie assolutamente false, diffuse al solo scopo di diffamare. Ho già provveduto a presentare 20 iniziative giudiziarie per diffamazione contro altrettanti articoli ingiuriosi e continuerò fintanto che proseguirà questa vergognosa campagna mediatica contro la mia persona, finalizzata a distruggere una realtà che ha avuto l’apprezzamento, per la sua azione, da tutto il mondo».

In soccorso al capo della Protezione Civile giunge il premier Berlusconi «Non c’è stata alcuna cricca, nulla di non positivo. Non c’è stata una sola azione di protesta degli imprenditori che hanno partecipato alle gare di appalto in Abruzzo e le hanno perse. Dispiace che si getti fango contro la Protezione civile. Io non ho partecipato ad appalti né raccomandato alcuna azienda».

Alessandra Maiorano