A Napoli l’artista nuda nel museo cerca la sacra provocazione

NAPOLI – Arte e provocazione al Museo Madre. Tuttavia la parola Arte è forse un po’ altisonante per qualcosa che sa molto di già visto e sberluccica come uno specchietto per le allodole per attirare l’attenzione delle masse ingenue ed inesperte.

In una sala semi vuota in penombra una donna nuda che si muove, nel silenzio, con aria languida e sorniona, imitando le umide forme del famoso quadro del bagno turco di Ingrès.

Maria Josè Ariona si fa ammirare e venerare come una dea, si comporta come un artista e si eleva a rango di eletta con diritto di graziare i questuanti e di benedirli nella gloria di qualche dio pagano: imitazione di sacro presentata a orari d’ufficio stile Disneyland. Più che un’ascesa ricorda I Pirati dei Caraibi.

L’artista colombiana rotea dadi di plastica nelle mani e inizia il rito. Lo spettatore illuminato si terge le mani nell’amuchina (moderna abluzione), mescola i dadi e tocca la dea dagli occhi neri come la notte e la dea lo bacia, che sia uomo o che sia donna. Sensualità usa e getta, mascherata da rito di pura arte sacra. Ma soprattutto un ernorme punto di domanda che disegna la sottile linea di demarcazione fra l’erede delle teorie artistiche di Marina Abramovich e gli esercizi dei fratelli di Agota Kristof.

La performance si intitola «Vires – Exercises on power» e fa parte della rassegna «Corpus – Arte in Azione», curata Adriana Rispoli ed Eugenio Viola.

Il lavoro di Arjona arriva dal Moma di New York e uno dei nuclei della sua operazione è mettere a dura prova i suoi limiti fisici e sottoporre il suo corpo ad un prolungato digiuno purificatorio, ad un gesto da «artista-eroe».

Venerdì 11 giugno Arjona, l’artista, sarà nuovamente nuda e coperta solo da un’armatura.

Avrà in bocca un diamante vero e il pubblico sarà invitato a rubarglielo.

Sabato 12 giugno, nell’ «Exercise III» l’artista trascinerà un lupo tassidermizzato per le strade della città e verrà ostacolata, derisa e insultata, mettendo a rischio la propria incolumità fisica e mentale.

Maria Josè Arjona è nata a Santa Fe de Bogotá, in Colombia, nel 1973.

Attualmente vive e lavora a Miami e nel 2009 ha avuto importanti esperienze artistiche, fra le altre cose, grazie a In – Transit, a Berlino e al workshop con Marina Abramovi? Cleaning the house.