Feto sopravvissuto ad aborto terapeutico

Una brutta storia, una di quelle che mai si vorrebbero raccontare, ma che purtroppo a volte impongono di prendere in mano la penna per denunciare l’accaduto.

Il teatro della vicenda è tra Rossano Calabro e Cosenza. Il giorno 24 aprile, i medici dell’ospedale “Nicola Giannettasio” praticano un’interruzione di gravidanza a scopo terapeutico, cioè oltre i 90 giorni di gestazione previsti dalla legge per una comune interruzione di gravidanza. È quindi molto probabile che il feto fosse già sufficientemente vitale per riuscire a sopravvivere anche all’esterno del corpo materno ma, probabilmente, questo i medici non l’hanno notato.

Dopo l’effettuazione dell’aborto terapeutico, il feto è stato portato nell’obitorio dell’ospedale e la mattina seguente il cappellano del nosocomio si è recato presso il luogo per svolgere gli uffici di rito. In questa occasione lo stesso cappellano si è avveduto di una debole attività respiratoria del feto e ha quindi allertato immediatamente i soccorsi.

Il bambino, purtroppo, è morto il giorno successivo. Imperizia? Fatalità? In ogni caso, il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza ha sospeso per 30 giorni i dirigenti ospedalieri coinvolti in questo triste caso. La Commissione interna dell’Asl ha accertato “responsabilità professionali di tipo omissivo, nonché l’inosservanza di regole e di norme comportamentali a cui gli operatori non possono sottrarsi”. Queste le parole del commissario Franco Maria De Rose.

A questo punto, il personale sanitario subirà i provvedimenti disciplinari interni, oltre a dover rispondere in sede civile e penale delle eventuali proprie responsabilità.

Una vicenda triste, estremamente delicata, dove la vittima non è solo il bambino che con tutte le sue forze voleva vivere e che per errori di altri si è trovato a soccombere ad una volontà crudele, ma anche la madre che ha dovuto prendere una decisione difficile come è quella dell’aborto, ritrovandosi poi con un figlio che lottava per la vita nel gelo dell’obitorio.

Andrea Coltro