Gli immigrati mettono a rischio la salute in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:42

Non è facile vivere in Italia se sei straniero e hai problemi di salute. E’ quanto emerge dallo studio ‘Migrazione: sistema di accoglienza verso la popolazione immigrata dei servizi sanitari e verifica dell’osservanza del diritto alla salute di queste popolazioni’ , realizzato dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute.

Ebbene sì, gli immigrati che vivono in Italia, quasi 5 milioni, hanno un cattivo rapporto con le strutture sanitarie. Nella stragrande maggioranza dei casi, gli immigrati temono l’ospedale, motivo per cui si rivolgono alle strutture sanitarie solo in casi di estrema necessità, come incidenti sul lavoro. Chi è clandestino, poi, si ammala perché affronta condizioni di vita pesanti, dormendo in abitazioni non adeguate e mangiando male: impensabile per loro fare una capatina in ospedale se si hanno problemi di salute.
Le donne, invece, si rivolgono ai centri ospedalieri per l’aborto: questo accade soprattutto per la scarsa informazione sulla contraccezione.

Mancano certamente accoglienza e politiche sociali adeguate a tutti coloro che vivono da immigrati e che hanno qualche problema di salute nel nuovo paese in cui si sono insediati.
Lo studio ha analizzato il rapporto degli immigrati con le strutture sanitarie e le malattie più diffuse nella comunità straniera, e, per farlo, sono stati esaminati i dati nazionali delle schede di dimissione ospedaliera, dei certificati di assistenza al parto e delle interruzioni volontarie di gravidanza fra il 2006 e il 2007. In sei mesi sono stati raccolti dati relativi a 7.332 accessi, pari a 4.327 pazienti, in 43 ambulatori dedicati.
Per aiutare chi è in Italia da immigrato senza permesso di soggiorno, sono state censite le strutture esistenti a livello regionale.

Le donne che emigrano in Italia hanno un’età media di 29 anni e i loro disturbi riguardano la sfera ginecologica. In generale, tra le immigrate è più alto anche il tasso di rischio in caso di parto. “Le condizioni di vita difficili mettono a rischio la salute degli immigrati. Chi non ha i documenti in regola e vive in case umide e lavora in condizioni difficili si ammala di più. Anche l’alimentazione ha un ruolo importante. Si può dire che dallo studio emerge un quadro di fragilità sociale – spiega Salvatore Geraci,responsabile dell’area sanitaria per gli immigrati della Caritas – e va ricordato che migliorando le condizioni di salute delle persone più deboli, migliora anche quella generale”.

Angela Liuzzi