I Muse a San Siro: grande successo, ma anche tante polemiche

Il concerto dei Muse che si è tenuto a San  Siro l’8 giugno ha fatto molto parlare di sè. Da un lato ha conquistato i fans che si sono lasciati andare a grandi complimenti, eleggendo il gruppo come una delle rock band migliori al mondo, dall’altro ha riacceso le polemiche sul caos generato dai concerti nello stadio Meazza. Gli abitanti della zona, riuniti nel Comitato San Siro, lamentano infatti da circa tre anni una situazione di disagio causata dal baccano che sembra impedire loro il quieto vivere.

Nel caso dei Muse, i controlli effettuati in diretta dall’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, hanno certificato il pieno rispetto della soglia di decibel imposta dal Comune, ma a quanto pare a tenere svegli gli abitanti della zona non è stato tanto il volume della musica, quanto le “vibrazioni” prodotte dagli strumenti musicali e dal saltellìo del pubblico durante lo spettacolo. Inoltre ad acuire la situazione c’è stato il fattore traffico: nessun parcheggio, rallentamenti e ulteriori rumori.

“Per i residenti a San Siro quanto è accaduto è vergognoso – hanno dichiarato i cittadini tramite un comunicato – e dimostra per l’ennesima volta l’incapacità della Pubblica Amministrazione di gestire gli eventi di grande richiamo allo stadio Meazza».

«Chiediamo – hanno aggiunto – che in occasione dei concerti di Ligabue del 16 e 17 luglio vengano effettuate misure delle vibrazioni che subiamo in edifici distanti anche 500 metri dallo stadio».

La replica dell’assessore alle Attività produttive, Politiche del Lavoro e dell’Occupazione, Giovanni Terzi, non si è fatta attendere:  «E dire che ogni volta questo gruppo di cittadini – ha affermatopremette di amare la musica. Giudichino i milanesi se questo è amore. Io mi limito a ripetere che lo spettacolo dell’altra sera ha dimostrato una volta di più quanto sa essere unico lo stadio di San Siro per concerti che, come questo, rendono Milano bella, grande, europea. Certo – ha aggiunto – questi avvenimenti comportano anche qualche disagio e lo capisco. Ma ogni quartiere ha i suoi e in molti casi sono anche peggiori di questi che si verificano tre volte l’anno. L’importante è che siano compensati dall’interesse collettivo. Che in questo caso mi sembra fuori discussione».

Annalisa Scifo