Palermo brucia. Roghi appiccati nella notte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46

Palermo, 11 giugno 2010. Palermo brucia. Nella notte, è stato appiccato il fuoco ai cassonetti di piazza XIII Vittime, ma anche in via Campisi, via Centorbe e via Ruffo di Calabria, nota ormai come vera e propria discarica a cielo aperto. Lo scirocco di questi giorni non aiuta, i rifiuti marciscono prima e l’odore si fa insopportabile, portando i cittadini all’esasperazione.

Si è svolta in questi giorni a Catania la riunione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, che ha visto la partecipazione del governatore della regione Raffaele Lombardo, il quale ha ammesso che “In Sicilia c’é un rischio emergenza rifiuti”, ma “ci sono anche i modi per tentare di evitarli”. Una soluzione potrebbe venire dalla realizzazione di una terza vasca che darebbe 3-4 anni di autonomia alla discarica di Bellolampo, gestita attualmente dall’Amia di Palermo, e definita dallo stesso Lombardo un sito da “codice rosso”, tuttavia saranno necessari almeno 5 o 6 mesi per costruirla. “La situazione dei rifiuti in Sicilia”, ha affermato “é in divenire perché c’é stato un vuoto di governo diretto dal 2005 all’anno scorso. Nel senso che le competenze sono state delegate a un’agenzia e poi sono tornate sotto la guida dell’esecutivo e del dipartimento regionale Acque e rifiuti, che ha adottato la relazione che poi il 18 marzo ha consegnato alla Procura di Palermo”.

Il dossier cui fa riferimento il governatore e che ora è in mano alla Procura di Palermo riguarda presunti interessi della mafia nella realizzazione dei quattro mega-termovalorizzatori previsti dal piano regionale dei rifiuti, varato dal precedente governo di Totò Cuffaro, e bloccato dall’attuale esecutivo dopo i rilievi dell’Alta Corte di giustizia europea sul bando di gara. Un affare da milioni di euro. La Procura sta ricevendo sempre in questi giorni dall’Assessore all’Energia, Pier Carmelo Russo, ogni documento relativo alla discarica di Bellolampo, poiché è in corso un’inchiesta da parte della magistratura per verificare se il percolato, ovvero il liquame prodotto dai rifiuti solidi urbani, abbia inquinato le falde acquifere.
Il sindaco di Palermo Diego Cammarata figura tra gli indagati, e dovrà rispondere anche in merito alla fallimentare gestione dell’Amia, l’azienda pubblica per la raccolta dei rifiuti i cui fondi sarebbero stati utilizzati dagli ex amministratori, tra cui il senatore del Pdl Enzo Galioto, per pagare cene e viaggi a Dubai.

Resta da comprendere perché nel sito di Bellolampo sia in progetto la realizzazione della nuova vasca in un’area della discarica particolarmente disagevole, anziché prevedere l’utilizzo dell’area attualmente inutilizzata e in affitto alla Pea Spa (società le cui azioni sono al 48% detenute da  Amia Spa, a sua volta incaricata di realizzare e gestire il termovalorizzatore). Inoltre, il Prefetto, nominato a gennaio 2009 dal governo Berlusconi commissario per l’emergenza rifiuti, dovrebbe fornire spiegazioni sulla capacità di conferimento della nuova vasca, che nel preventivo 2009 era stimata a 700mila tonnellate, ed oggi risulta essere meno della metà.

A  riprova dell’interesse da parte della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti, questa mattina nel quartiere Uditore i carabinieri hanno arrestato due pregiudicati, Carmelo Lo Piccolo, 25 anni, e Nunzio Zangara, 20 anni. A bordo dell’Ape su cui viaggiavano i due erano trasportate alcune centinaia di chili di materiale ferroso e alluminio, contravvenendo al decreto sull’emergenza rifiuti nella provincia. Per loro l’accusa di trasporto non autorizzato di rifiuti speciali. Dopo la convalida dell’arresto e il processo per direttissima, Lo Piccolo e Zangara sono tornati nuovamente in libertà.

Alessandra Maiorano

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!