Appalti G8: Balducci chiede scarcerazione

Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, coinvolti nell’inchiesta sulle Grandi opere, hanno chiesto la scarcerazione dopo che ieri la Cassazione ha dichiarato l’incompetenza territoriale della Procura fiorentina.

Gli avvocati di De Santis e Cerruti, come precisato dalle fonti, potranno chiedere la scarcerazione per i loro assistiti per lo stesso motivo il 15 giugno, quando a Firenze si svolgerà l’udienza per il giudizio immediato occasione in cui il collegio giudicante dichiarerà l’incompetenza del presidente Elisabetta Improta perché in alcuni periodi ha sostituito il gip Lupo firmando delle autorizzazioni. Successivamente verrà nominato un nuovo collegio che si riunirà per prendere atto dell’ordinanza della Cassazione e trasmettere gli atti a Roma, come riferiscono fonti giudiziarie.

Il processo per corruzione a carico dei tre e di Balducci avrebbe dovuto iniziare il prossimo 15 giugno a Firenze, dopo che a maggio il gip Rosario Lupo ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dai pm del capoluogo toscano, stralciando invece le posizioni del coordinatore Pdl Denis Verdini, indagato nell’ambito della stessa inchiesta per concorso in corruzione, e dell’imprenditore edile Riccardo Fusi. Ora, dopo la decisione della Cassazione, sarà invece la procura di Roma ad occuparsi dell’inchiesta, anche se Piscicelli, che aveva chiesto il rito abbreviato, sarà processato a Firenze, come ha dichiarato oggi il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi.

Balducci e De Santis erano accusati di aver posto, con la mediazione di Piscicelli, le loro funzioni a disposizione di Fusi, che da anni cerca con ogni mezzo — anche illegale, secondo la procura — di recuperare l’appalto della Scuola Marescialli da lui vinto nel 2001 e poi perso nel 2006.

Nel 2001 la Btp, di cui Fusi era presidente, vinse l’appalto della Scuola dei Marescialli, ma la società segnalò la necessità di adeguare i coefficienti sismici. Ne nacque un arbitrato, poi vinto dalla Btp, in base al quale lo Stato deve alla società 34 milioni di euro. I lavori vennero nel frattempo assegnati ad Astaldi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti sembra che Fusi avrebbe nominato Cerruti proprio legale per seguire il contenzioso della Scuola Marescialli, mentre Verdini, amico di Fusi, avrebbe avuto un ruolo per la nomina di De Santis a provveditore alle opere pubbliche della Toscana, nel tentativo della Btp di farsi riassegnare i lavori per la scuola.

Stefano Bernardi