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Berlusconi chatta con i sostenitori: combatteremo i giudici politicizzati

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“I giudici politicizzati sono un’anomalia grave. Anche se non vanno confusi con la grande maggioranza dei magistrati che sono persone per bene”. Per inaugurare il suo filo diretto con i tanti sostenitori che lo hanno inondato di domande sul sito Internet Forzasilvio.it, il premier ha scelto di ritornare sul suo delicato rapporto con la magistratura. “La mia esperienza di anni di  aggressioni giudiziarie – ha ripreso il presidente del Consiglio – dimostra che questi giudici sono perfettamente consapevoli e sanno molto bene ciò che vogliono: il loro obiettivo è quello di rovesciare per via giudiziaria il risultato elettorale, il voto degli italiani”. Una condotta deprecabile che, secondo il Cavaliere, va osteggiata in nome della democrazia.

“Non solo. Quando una legge votata dalla nostra maggioranza non è da loro condivisa – ha continuato Berlusconi – la impugnano, la portano davanti alla Corte costituzionale che è costituita da una maggioranza di giudici di sinistra e ne ottengono l’abrogazione. E questo la sinistra lo chiama rispetto delle regole. Invece – ha precisato il premier – è l’esatto contrario, è la negazione della democrazia“.

Pollice verso anche per il sistema informativo italiano che – a parere del presidente del Consiglio – investe su trasmissioni faziose e parziali. “In tv – ha risposto Berlusconi ai suoi supporter internauti – si fa disinformazione a vantaggio della sinistra. C’è una comunicazione che considero del tutto impossibile nei pollai allestiti in alcune trasmissioni dove si fa solo diffamazione e disinformazione a vantaggio di una stessa parte politica”.

“La sinistra – ha insistito il Cavaliere – continua a ripetere come un mantra che il premier controlla l’informazione. In realtà tutti i talk show sono contro di me. E tra le reti Mediaset solo qualla diretta da Fede tifa per me”. Per tutti questi motivi, è la conclusione di Berlusconi, “appena possibile dovremo rivedere le regole sulla comunicazione politica in televisione”.

Quanto alla possibilità di sostenere la nascita di vere e proprie accademie in grado di formare la classe politica del futuro, il premier ha dato fondo a tutto il suo scetticismo. “Non ho mai avuto tanta considerazione – ha ammesso – per i professionisti della politica che non hanno un mestiere alle spalle. Io in politica preferisco chi viene dalla trincea del lavoro, coloro che si impegnano quando ne sentono il desiderio o l’urgenza per completare in Parlamento e nel governo le buone azioni per il Paese iniziate in un’azienda, in uno studio professionale, in qualsiasi tipo di attività”. Un ritratto del politico ideale che il presidente del Consiglio sembra aver abbozzato partendo dalla sua storia personale.

Maria Saporito

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