Bologna, inaugurato il nuovo reparto di ortopedia pediatrica al “Rizzoli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:08

Dopo circa duecento giorni di tempo per la ristrutturazione, è stato inaugurato oggi all’ospedale “ Rizzoli” di Bologna il rinnovato reparto di Ortopedia Pediatrica.

La nuova sede orto pediatrica è nata grazie a un investimento di 1 milione e 100mila euro, con l’obiettivo di offrire la migliore accoglienza possibile ai piccoli pazienti e ai genitori che li accompagnano nel momento delicato della permanenza in ospedale, per la maggior parte dei casi coincidente con un intervento chirurgico e una limitazione della mobilità.

Il reparto ortopediatrico del Rizzoli ospita 2000 bambini ogni anno

Soddisfatto il direttore generale del “Rizzoli”, Giovanni Baldi, così come il direttore scientifico Francesco Antonio Manzoli e l’assessore alla Sanità della Provincia di Bologna, Giuliano Barigazzi.
La ristrutturazione è stata molto importante per i futuri bambini costretti al ricovero, proprio perché sono stati adoperati molti colori e forme di animali. C’è la camera della ranocchia e del pinguino, quella della farfalla e del coniglio, della lucertola e del cane: a ogni letto corrisponde un animale, così anche i bambini più piccoli, che non sanno leggere, possono ritrovare il loro posto. Per i genitori c’è un salotto relax ma anche una poltrona-letto in camera per poter dormire a fianco dei figli.  Dal corridoio esce un volante rosso: è incastrato in un pannello attrezzato, che offre giochi e libri, oltre a quelli disponibili nell’aula ludica e nell’aula didattica.

A essere stati ristrutturati sono stati ben 1400 metri quadri, per un totale di 13 stanze con un numero complessivo di posti letto pari a 31. Il reparto accoglie ogni anno oltre 2000 bambini (il 69% da fuori regione), perchè la struttura è punto di riferimento nazionale per gli interventi su forme complesse di malattie dell’apparato muscolo-scheletrico dell’età evolutiva, incrementati come volume di attività chirurgica del 100% nell’ultimo decennio.

“Chi lavora con i bambini – spiega Giovanni Baldi – sa bene che distrarli, giocare e avere con loro una relazione affettiva ed empatica consente di curarli meglio, per questo la nuova pediatria nasce da una progettazione integrata. Il risultato finale è uno spazio in soggettiva di bambino, che scongiura l’isolamento e la paura dell’ospedale e al contempo garantisce l’intimità familiare e l’efficacia delle cure”.

Adriana Ruggeri