La conversione di Saulo di Caravaggio della collezione Odescalchi non si tocca

La conversione di Saulo, lo splendido dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, custodito nella quadreria romana della famiglia Odescalchi non è in vendita, anzi: “non è mai arrivata finora nemmeno una proposta di acquisto” fa sapere Nicoletta Odescalchi, ponendo fine alle voci che volevano il presidente Silvio Berlusconi nuovo proprietario dell’opera.

La notizia, smentita in queste ore, era stata pubblicata questa mattina da due quotidiani di prestigio, Il Messaggero e Il Fatto, dove si parla di una trattativa di 100 milioni di euro per l’acquisto del Caravaggio.

La conversione Odescalchi” è una delle prime opere dipinte da Caravaggio al suo arrivo a Roma, gli fu commissionata nel 1600 da monsignor Cerasi per la sua cappella nella chiesa romana di Santa Maria del Popolo, allora in restauro.

La morte del committente prima della consegna dell’opera fece sì che essa rimase nello studio dell’artista, in attesa della fine dei lavori nella cappella, ma nel frattempo gli eredi del Cerasi gli commissionarono una seconda versione, che si può ancora ammirare nella chiesa di Piazza del Popolo.

La conversione” dopo vari passaggi giunse nella raccolta della famiglia Odescalchi. E‘ stata esposta al pubblico per la prima volta nel 2008 dopo il restauro eseguito da Valeria Merlini e Daniela Sorti nel 2006.

La principessa Odescalchi definisce la notizia una “pura montatura giornalistica“. L’onorevole Vittorio Sgarbi, celebre critico d’arte, così ha esordito dopo aver appreso la notizia della trattativa del premier: “E’ l’idea piu’ straordinaria che Berlusconi abbia avuto, a patto che lo acquisti con la formula ‘non nobis’ per superare l’antinomia di un presidente del Consiglio che acquista un’opera d’arte superando il diritto di prelazione dello Stato“.

Mentre i tifosi del Milan si infuriano e lanciano invettive su Facebook perché il loro presidente preferirebbe acquistare un dipinto di Caravaggio piuttosto che un calciatore, la cosa che più preoccupa è che “La conversione Odescalchi” è sì vincolata dalla legge, ma lo Stato avrebbe il diritto di prelazione sul suo acquisto, a parità di prezzo con un privato.

Valentina Ierrobino