Dal 2 al 7 luglio… Torino di scienza vestita

E’ tutto pronto. O quasi. E il teatro scelto non potrebbe essere dei migliori. La città della concretezza, con le sue industrie e l’architettura razionale è sicuramente il luogo ideale per ospitare la rassegna del reale per eccellenza. Torino si veste di scienza e lo fa ospitando, dal 2 al 7 luglio, l’EuroScience Open Forum 2010, giunto alla quarta edizione.

Un appuntamento importante, le altre città candidate erano Copenaghen e Parigi, che farà confluire nel capoluogo Piemontese 500 relatori tra studiosi, esperti, ricercatori, premi Nobel. La manifestazione vedrà lo svolgimento di incontri, sessioni ordinarie e plenarie ed interventi di grandi studiosi. In parallelo però partirà anche un progetto dal titolo “Science in the city – Torino: un centro di gravità per la mente”. Tra i nomi eccellenti attesi al Lingotto Carloso Duarte, biologo marino, Angelica Brabdt, zoologa ed i Nobel per la Chimica Peter Agre e Kurt Wuthrich.

E proprio i vincitori del prestigioso premio Danese saranno al centro di un grande momento: “La notte dei Nobel”, organizzata per il 3 luglio. George Smoot, Gerard’t Hooft, Harold Kroto ed altri incontreranno da vicino appassionati provenienti da tutto il mondo per parlare dei loro studi e delle grandi scoperte che questi hanno prodotto. Poi a seguire Piero Angela terrà un dialogo aperto con la ricercatrice Elena Cattaneo sul tema delle cellule staminali. Spazio anche a toni più leggeri con l’Eco Game che si terrà a Piazza Castello e che vedrà sfidarsi 4 squadre, e con lo spettacolo teatrale “Il segno del chimico: dialogo con primo Levi” per la regia di Valter Malosti.

Coloro che intendono partecipare al forum dovranno versare una quota di 300 Euro, 100 euro invece per l’ingresso giornaliero. Sono previste comunque tariffe agevolate per i più giovani e la possibilità di accedere gratuitamente alle 4 sessioni plenarie indette, fino ad esaurimento posti.

L’organizzazione è affidata all’Associazione “TopEsof-Torino per ESOF 2010”, con il supporto del comitato internazionale “Steering Committee”. L’Italia, da sempre patria di santi, poeti e navigatori, verrà invasa per la prima volta dal popolo della scienza, pronto a discutere, analizzare e trovare soluzioni che aiutino a migliorare il corso dell’umanità. Senza però dimenticare differenze culturali, sociali e storiche. Perché scienza vuol dire anche flessibilità.

Katiuscia Provenzani