Mantovano: non proteggeremo Spatuzza, ma non si tratta di minaccia

Alfredo Mantovano

Roma, 16 giugno. Continua il dialogo, affiancato dalla serie di attese polemiche sui provvedimenti presi dalla Commissione centrale sui programmi di protezione del Viminale riguardo le misure prese al riguardo del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. La Commissione, presieduta da Alfredo Mantovano, vede ora aspro il dibattito in particolar modo sulla decisione di non concedere a Spatuzza l’ammissione al programma di protezione riservato ai testimoni.

I provvedimenti presi, come commentato dallo stesso Mantovano, naturalmente “sono impugnabili al Tar Lazio. Ribadendo di essere pronto da subito a illustrarli in Parlamento, ricordo che si tratta di atti motivati, esito di un lavoro approfondito e articolato che ha impegnato tutti i componenti della Commissione”. Ribadisce questo concetto una nota di ieri sera firmata da Alfredo Mantovano,  che ha anche, in quella stessa occasione, “manifestato al senatore Giuseppe Pisanu l’immediata disponibilità a riferire all’Antimafia le ragioni e gli elementi di fatto che sostengono tale decisione”.

Una copia del provvedimento è stata inviata, sempre nella serata di ieri, al presidente della Commissione parlamentare antimafia. Mantovano in queste ore ha anche precisato che si tratta di una decisione che deriva da un organo amministrativo, “le cui valutazioni non interferiscono e a loro volta sono autonome rispetto a quelle dell’autorità giudiziaria: ciò vuol dire che la non ammissione di un dichiarante a un programma di protezione non incide sulla scelta dei giudici di ritenere pienamente utilizzabili nel processo le sue affermazioni”.

Ribadendo il fatto che la sofferta decisione che è stata presa è, secondo quanto dichiarato da  Mantovano, “esito di un lavoro approfondito e articolato che ha impegnato tutti i componenti della Commissione”, il presidente della Commissione sui programmi di protezione specifica anche che, a suo dire, “non si tratta, come emerge dalle asserzioni di un procuratore della Repubblica, di qualcosa di paragonabile a proiettili o a minacce“.

Staremo a vedere quali e di quanto grave entità saranno le ulteriori conseguenze sul dibattito politico, di queste ultime asserzioni che sembrano aprire la pista a nuove e dure polemiche di carattere istituzionale.

Sandra Korshenrich