Berlusconi ai minimi nei sondaggi, male anche l’opposizione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:17

“Repubblica.it” ha diffuso questa mattina i risultati dell’indagine commissionata all’istituto “Ipr Marketing” e basata su un campione di 1000 residenti in Italia intervistati fra il 14 e il 15 giugno scorso: la fiducia nel Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rimane ancorata al minimo storico, 41%, fatto registrare già a maggio dello scorso anno, mentre crescono di un punto percentuale gli indecisi che non esprimono alcuna opinione sull’operato del premier.
Cresce leggermente, invece, rispetto al tonfo di maggio, la fiducia nell’intero esecutivo che passa dal 35 al 37%, comunque lontana dai valori, sempre sopra il 40%, fatti registrare in passato prima dello scoppio dello scandalo legato alla “cricca” di Anemone che, dopo Scajola, sta coinvolgendo altri ministri ed importanti esponenti del Governo.

Tra i ministri, infatti, è proprio Alfredo Matteoli, il cui nome è emerso da alcune indiscrezioni riguardanti le rivelazioni fatte ai pm dall’architetto di fiducia di Anemone Zampolini, a pagare il prezzo più alto in termini di fiducia, perdendo in un solo mese quattro punti, dal 44 al 40%.
Bene, invece, il dato del Popolo delle Libertà: il partito di Berlusconi risale la china e tocca nuovamente quota 40%, invertendo quella tendenza che, a partire da dicembre, lo aveva visto crollare dal 48 al 38% di fiducia fra gli italiani intervistati.

Un dato che dimostra l’inconsistenza dell’opposizione parlamentare e la sua incapacità di costruire un’alternativa politica credibile in grado di incanalare e unificare il malcontento che pure comincia a muoversi fra la popolazione. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori perdono entrambi due punti di fiducia, passando rispettivamente al 34 e al 36%, mentre l’Udc di Casini crolla dal 35 al 32%, minimo assoluto dal luglio dello scorso anno.
Stabile la Lega Nord che mantiene la fiducia del 32% degli italiani.

Dopo che Berlusconi era intervenuto telefonicamente durante la puntata di Ballarò del primo giugno scorso, per autoattribuirsi la fiducia del 62% degli italiani e riattaccare a fronte della richiesta di Floris di confrontarsi con Nando Pagnoncelli dell’istituto “Ipsos”, il direttore di Ipr Antonio Noto ha deciso di allegare al sondaggio diffuso da “Repubblica.it” una nota in cui giustifica l’attendibilità del lavoro svolto e si spiega che “sono sempre gli stessi soggetti che rispondono mensilmente”.

“E’ da notare – spiega Noto – che nei diversi sondaggi in circolazione il consenso al PDL si aggira tra il 34-37% e quello alla Lega tra il 10 ed il 13%. In totale, dunque 44-50% per il centrodestra. […]  I rispondenti ai sondaggi sono circa il 70% delle persone intervistate (il rimanente 30% non sa oggi quale partito votare) e quindi la percentuale del 35 o 12% viene calcolata sul 70% che risponde ai sondaggi (o sul 70% che si reca effettivamente alle urne). Invece la fiducia viene calcolata sul 100% degli elettori. […] Pertanto il valore totale del PDL+Lega che raggiunge il 44-50% tra gli elettori “votanti”, rapportato al totale cittadini italiani (elettori votanti e non votanti) diventa 33%“.
“E’ questo – conclude il direttore –  il valore che deve essere confrontato con la fiducia”.

Mattia Nesti

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