L’Aquila: 20mila contro il Governo per riprendersi la città

Degli ottantamila abitanti aquilani 20mila hanno deciso ieri di scendere in piazza per rispondere all’SOS lanciato dai comitati cittadini che chiedono “Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia”.
Ad aprire il lungo serpentone accompagnato da migliaia di bandiere verdi e nere, i colori della città, un unico striscione con scritto “SOS” e i gonfaloni dei comuni aderenti; presente, per protesta senza fascia tricolore, anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (eletto nel 2007 con i voti del centrosinistra e dei comunisti) che è intervenuto al termine del corteo spiegando che “è stata una giornata bellissima: abbiamo dimostrato che uniti possiamo vincere qualsiasi battaglia. Adesso la sfida sarà essere di nuovo insieme per il 22 di giugno dove dovremo dimostrare al resto della nazione in che condizioni si trova la nostra città”.
Per quella data, infatti, il sindaco ha invitato tutti i direttori della carta stampata nazionale ad andare all’Aquila per vedere il vero volto della città a più di un anno dal tragico terremoto del 6 aprile 2009.

Durante il corteo, partito intorno alle 16 dalla Villa Comunale, si sono alternati intermezzi musicali, slogan intonati dai manifestanti contro la gestione verticistica dell’emergenza e l’atteggiamento del governo, promettendo che “noi la città non la molliamo”, e interventi di vari esponenti dei comitati.
In particolare, coerentemente con la piattaforma lanciata diverse settimane fa, si è chiesto, contrariamente a quanto proposto dal Governo, di congelare il pagamento di tasse e mutui per 5 anni concedendo poi la restituzione a interessi zero nei 10 anni successivi, di ricostruire il tessuto economico della città, intervenendo a favore dei cassintegrati, dei disoccupati e dei precari, e di avviare la ricostruzione della città a partire dal popolo aquilano, dopo che in un anno la gestione verticale della Protezione Civile e del Governo ha prodotto solo macerie e “cricche”.

La manifestazione, dopo aver attraversato il centro della città, si è conclusa con l’occupazione dell’autostrada A24, proseguita per oltre un’ora.
“Sappiamo che sarà dura e vogliamo essere messi in grado di rialzarci in maniera autonoma – hanno scritto sul volantino diffuso durante l’occupazione i militanti del “Comitato 3e32” – senza dover aspettare sempre l’intervento dello Stato. Siamo stufi di essere trattati da terremotati sfortunati. Siamo persone in carne ed ossa con i nostri corpi e i nostri desideri, individui liberi e pensanti e per questo contro il fascismo, la xenofobia, il razzismo, l’omofobia, la segregazione. Che non ci stanno a soccombere, ad abbassare la testa e ad accettare i privilegi e le ingiustizie. Vogliamo vivere! Al di là del terremoto. Vogliamo che smettano le parate di governo su questo territorio e si smetta definitivamente di parlare di miracoli.
Da più di un anno ci battiamo per il 100% di ricostruzione, della partecipazione e della trasparenza. In maniera drammatica e sistematica si è andati dall’inizio in un’altra direzione. Ma forse ancora non è troppo tardi”.

Mattia Nesti