Appalti: stop ai lavori con la Pa per 4 aziende di Anemone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:01

La decisione ufficializzata ieri dal gip di Perugia, Massimo Ricciarelli, rappresenta la soluzione di compromesso tra la richiesta avanzata dai pm Sottani e Tavarnesi e l’opzione indicata invece dai difensori di Diego Anemone. Secondo quanto disposto dal gip, infatti, quattro delle sei aziende riconducibili al presunto grande “manovratore” degli appalti per le grandi opere interromperanno per 8 mesi i loro rapporti lavorativi con la Pubblica amministrazione.

La “sospensione” temporanea riguarda le attività edili gestite da Anemone e più precisamente la “Anemone costruzioni”, la “Tecnocos”, la “Redim 2002″e “Appalti lavori progetti internazionale”, mentre tralascia le due strutture sportive: “Salaria sport village” e “Sportiva romana”.

I pm di Perugia avevano, invece, formalizzato la richiesta per il commissariamento di tutte e 6 le aziende, in modo da consentire un controllo più accurato e approfondito delle carte che ne attestano la situazione. Una soluzione considerata troppo “vigorosa” dai difensori del costruttore romano (Giovanni Aricò, Gianluca Riitano, Claudio Cimato e Adriana Boscagli) che si sono fortemente opposti all’opzione del commissariamento.

Dal canto loro, i legali di Anemone avevano depositato una memoria difensiva e un modello organizzativo che suggeriva la nomina di un comitato di vigilanza per prevenire eventuali illeciti all’interno delle aziende Anemone: una soluzione ritenuta insufficiente dal pm Ricciarelli che ha disposto la momentanea sospensione dei contatti lavoratori tra le aziende edili di Anemone e la pubblica amministrazione. Tale misura è prevista dall’articolo 9 del decreto legislativo 231/2001.

Maria Saporito

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