Pericolosi i siti a favore dell’anoressia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:39

Sono moltissimi i cosiddetti siti “pro-ana”, vale a dire spazi web sui quali si invita alla magrezza estrema, magari dispensando consigli per raggiungerla. Secondo la prima indagine su vasta scala (180 siti pro-anoressia e bulimia visionati) quasi uno su quattro sono da bollare come molto pericolosi a causa dei consigli che danno: suggerimenti su come vomitare per eliminare i cibi mangiati o su farmaci che funzionano come lassativi e diuretici.

Rebecka Peebles della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora ha condotto l’indagine in questione, che è stata pubblicata poi su American Journal of Public Health. Con questa analisi è stato possibile scoprire che, nonostante sono ormai noti i pericoli grossi dell’anoressia, c’è ancora chi considera la magrezza estrema un qualcosa di positivo.

Sono stati analizzati dagli studiosi 180 blog e siti pro-ana, che risultano facilmente accessibili a chiunque provi a fare una ricerca sull’anoressia. I contenuti dei singoli siti sono a dir poco scioccanti: l’80% dei siti “pro-ana” ha applicazioni interattive (come i contatori di calorie), l’85% pubblica foto che spingono alla magrezza estrema, l’83% dà consigli per dimagrire e su come impegnarsi nell’obiettivo di raggiungere prima 48, poi 45 chili e via sempre più giù.

E se qualcuno prova a dare consigli diversi o a contestare i siti in questione, si scatena la battaglia: violente sono le espressioni con le quali i gestori di questi siti si scagliano contro chi non condivide ciò che è pubblicato.

C’è comunque un dato positivo da sottolineare: gli autori di molti blog spesso confessano di avere un disturbo e circa un terzo dei siti dà anche consigli per uscire dall’incubo dell’anoressia. Tutti però possono essere interpretati come una disperata richiesta di aiuto: “Per molte pazienti internet diventa un modo per esprimere i propri sentimenti – concludono gli autori -, invece di gestirli attraverso tradizionali modelli di cura come la psicoterapia”.

Angela Liuzzi

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