Vendola a braccetto con Berlusconi e Don Verzè

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:36

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, da tempo ufficiosamente candidato alle future primarie del centrosinistra per le elezioni del 2013, ieri si è scagliato con veemenza contro la manovra finanziaria scritta da Tremonti e approvata dal Governo che, tra le tante norme, prevede drammatici tagli ai danni degli enti locali.
“Questa manovra per il Sud è quasi una condanna a morte – ha spiegato nel corso di un’iniziativa sull’edilizia a Napoli – Se non abbiamo le risorse per finanziare gli incentivi e le imprese, il trasporto pubblico locale, i servizi sociali e le politiche ambientali diventa difficile capire quale sia il nostro ruolo”.

Ma proprio quando, questa mattina, perfino il Presidente del Senato Renato Schifani ha velatamente riconosciuto la fondatezza delle preoccupazioni delle regioni in merito al taglio dei fondi per la sanità, sul web, proprio in base a quei valori di partecipazione e trasparenza tanto cari ai “vendoliani”, cominciano a circolare inquietanti notizie riguardanti la “Fondazione San Raffaele del Mediterraneo”, la nuova creatura della sanità pugliese.
Nata il 28 maggio scorso a Taranto, la Fondazione dovrà gestire il complesso ospedaliero da costruire nel quartiere Paolo VI della città, 120 milioni di euro pubblici di investimento, e ha visto la firma fondativa del Presidente della Regione Nichi Vendola e del direttore della Asl di Taranto Angelo Domenico Colasanto.

Fin qui niente di strano. L’amara sorpresa si concretizza nel leggere la terza firma, quella di Vito Santoro, niente meno che membro del San Raffaele di Milano e uomo di fiducia di Don Verzè.
Proprio quel Don Verzè, al centro di diverse indagini e condanne per corruzione e istigazione alla corruzione, che definì Silvio Berlusconi “un dono di Dio all’Italia” e, sicuramente, per se stesso, dato che da quando il Presidente del Consiglio, conosciuto già ai tempi di Milano 2, è sceso in campo, portando Roberto Formigoni alla guida della Regione Lombardia, il suo San Raffaele è divenuto un punto di riferimento della sanità regionale, con tanti saluti al pubblico e al diritto alla salute per tutti.
Non c’è da stupirsi, d’altronde, considerando che il governo regionale di Formigoni è lo stesso che ogni anno gira svariate decine di milioni di euro alle scuole private frequentate da appena il 9% degli studenti lombardi.

Senza dimenticare, naturalmente, il dicastero della sanità affidato dal premier a Ferruccio Fazio, già direttore dei Servizi di radioterapia al San Raffaele di Milano e presidente del Laboratorio San Raffaele di Cefalù, messo sotto accusa a gennaio di quest’anno da un’articolo de “Il Fatto” in cui si denunciava la decisione del ministro di stanziare 10 milioni e 260 mila euro di fondi pubblici per l’acquisto di due ville di proprietà del San Raffaele di don Luigi Verzé.

Le sorprese aumentano, per di più,  andando a leggere i nomi del futuro consiglio d’amministrazione in cui entrano due rappresentanti di Don Verzè, Enrico Piana e Vito Santoro, e come vicepresidente Renato Botti, attualmente direttore Area Sanità San Raffaele di Milano.
Lo stesso Renato Botti che ricopre, insieme anche a Luigi Berlusconi, l’incarico di consigliere d’amministrazione nella MolMed spa, impresa specializzata in biomedicina, la cui maggioranza è detenuta da Fininvest e che annovera fra i principali azionisti Ennio Doris, il direttore di Mediolanum, la banca di Silvio Berlusconi di cui il figlio Luigi, anche in questo caso, è consigliere.

Nella scorsa legislatura la “primavera pugliese” di Vendola si infranse proprio sugli scandali legati alla sanità, di cui il governatore ammise di “non capire niente”, il bis sarebbe veramente fuori luogo per chi si candida ad essere speranza del centrosinistra.
“Errare humanum est, – direbbe qualche latinista negli ambienti di Don Verzè – perseverare autem diabolicum“.

Mattia Nesti

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