Beppe Grillo contro Brancher: Berlusconi lo salva dal processo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:48

Beppe Grillo ha scelto il “muro del pianto”, una particolare sezione del suo blog, per rispolverare i valori della sua storica prima battaglia politica lanciata online, già nel 2006, contro la presenza di condannati in Parlamento.
Oggetto dell’attacco, questa volta, è il neo ministro al Federalismo Aldo Brancher, dal 1982 dirigente del gruppo Fininvest e deputato dal 2001, eletto sempre nelle liste di Forza Italia.

“Il curriculum – scrive il comico politico genovese – del neo ministro del Federalismo Aldo Brancher è perfetto per il Governo Berlusconi (suo ex datore di lavoro) e una speranza per ogni italiano. Anche un ex galeotto può ambire a diventare ministro della Repubblica“.
“Detenuto per 3 mesi nel carcere di San Vittore, – continua Grillo, citando l’enciclopedia online “Wikipedia” – fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall’ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi raccontando che “quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui“. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. Brancher viene assolto in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte.
Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni”.

Grazie alla sua improvvisa nomina alla carica di ministro della Repubblica, come denunciato anche da pezzi di opposizione, Brancher potrà adesso eludere il processo, già fissato per il prossimo 26 giugno, in cui è imputato proprio per le vicende legate allo scandalo Antonveneta – Fiorani. Avvalendosi, naturalmente, delle nuove norme sul legittimo impedimento volute e votate dal Polopo delle Libertà e dalla Lega Nord lo scorso 10 marzo.

Mattia Nesti

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