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Palermo invasa dai rifiuti nel silenzio della stampa italiana

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Palermo, 21 giugno 2010. Se la stampa e i tg italiani si dimenticano della spazzatura che invade Palermo, ci pensano i cugini d’Oltralpe a ricordarcelo. Il quotidiano francese Le Monde titola quest’ennesima vergogna italiana “Palermo ville-poubelle délaissée”. Palermo città-spazzatura dimenticata. Anche perché sarebbe difficile trovare altre parole.

La situazione è la stessa di due anni fa, quando Napoli era sommersa dai rifiuti. Il quotidiano francese scrive: “nel 2008 i cumuli di spazzatura che si accumulavano nelle strade di Napoli avevano fatto decollare la campagna elettorale di Berlusconi: e se la destra ha vinto le elezioni legislative è anche perché la sinistra (allora al potere a livello nazionale, regionale e comunale) si era mostrata incapace di affrontare l’emergenza spazzatura. Da perfetto comunicatore, il Cavaliere si era costruito l’immagine di un uomo d’azione e a Napoli i cumuli di rifiuti sono spariti, anche se alcuni ritengono che il problema sia stato solo differito nel tempo. Ma ora la situazione si ripete tale quale a Palermo, in Sicilia, città controllata dal partito di Berlusconi, senza che questa volta avvenga alcun ‘miracolo napoletano’. Non importa: la stampa cartacea non ne parla, le televisioni ancora meno. Eppure la storia è uguale: cumuli di immondizia dappertutto.”.

Le Monde punta il dito contro il sindaco del capoluogo siciliano, Diego Cammarata, che al momento non può occuparsi dell’emergenza rifiuti, poiché si trova in Sudafrica, secondo quanto riferito dal suo staff, per “impegni di carattere privato e personale. Il viaggio è stato interamente ed esclusivamente pagato da Cammarata”. Ovvero, è andato a seguire Italia-Paraguay in diretta.

In realtà poi la visione della partita assume i toni dell’ “impegno inderogabile”. Tanto inderogabile da dover necessariamente chiedere il rinvio dell’interrogatorio in cui si è indagati per disastro ambientale in merito alla gestione della discarica di Bellolampo, dove si è formato un lago di percolato che pare abbia infiltrato le falde acquifere della città. Inderogabile al punto da risultare assente in consiglio comunale quando si deve discutere sull’aumento della Tarsu di circa il 75%. Di notte, a Palermo, i lampioni sono spenti, non ci sono i soldi per l’illuminazione pubblica. E si accendono così, nel buio della notte, nel silenzio della stampa e nel totale oblio del sindaco e dei suoi collaboratori, i roghi appiccati dai cittadini ai cassonetti. Gente esasperata dalla spazzatura, dall’odore, dalla sporcizia, dall’assenza di servizi e di istituzioni.  

Alessandra Maiorano

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