Coito interrotto e gravidanze impreviste: aumentano i “figli dell’errore” in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:50

Da primato il numero di gravidanze impreviste in Italia. Secondo la stima della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), l’Italia è infatti agli ultimi posti nella classifica dei Paesi per l’utilizzo dei metodi contraccettivi quali la pillola e il preservativo, mentre risulta fra i primi per quanto riguarda la “tecnica” del coito interrotto.

Il coito interrotto è un metodo contraccettivo poco efficace e sicuro

Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), in Occidente le gravidanze impreviste rappresentano il 50% del totale, e di queste oltre la metà è addebitabile al coito interrotto (10-18 su ogni 100 donne, contro lo 0,5 garantito dalla pillola e dal preservativo). In Italia sono circa 100.000 i bambini che nascono in seguito a una gravidanza del genere: “è un’enormità, un fenomeno imponente”, commenta Alessandra Graziottin, sessuologa e ginecologa dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano e presidente del prossimo congresso Sigo. Per non dimenticare poi che il 50% circa delle gravidanze casuali finiscono con un aborto.

Secondo la Sigo, quest’ignoranza sull’argomento deve essere colmata attraverso l’educazione e la sensibilizzazione all’uso dei metodi contraccettivi veri e propri, che abbassino drasticamente il numero delle gravidanze indesiderate e di conseguenza anche il ricorso all’aborto. Metodi inoltre più efficaci e che, diversamente dalla pratica del coito interrotto, garantiscano una difesa dal punto di vista della prevenzione delle malattie veneree.

Come ricordano gli esperti in materia, il coito interrotto si basa esclusivamente sulla capacità di autocontrollo dell’uomo durante il rapporto e alla sua esperienza, lasciando la donna nella più completa passività e impotenza. Tale pratica poi, oltre a non garantire il successo in termini di capacità contraccettiva, potrebbe anche dare origine a uno scadimento della qualità nei rapporti ed eventualmente anche a problemi di ordine psicologico (ansia da prestazione, eiaculazione precoce o perdita dell’erezione per l’uomo; ansia e difficoltà di eccitazione, dispareunia e il vaginismo per la donna).

Adriana Ruggeri