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Trovate le ossa di Michelangelo Merisi detto “Il Caravaggio”

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La scorsa settimana è arrivata la conferma: le ossa trovate in una delle tre cripte del piccolo cimitero di Porto Ercole, sul promontorio dell’Argentario, appartengono al grande pittore Caravaggio, morto proprio nella piccola cittadina. I resti recuperati, un femore e frammenti di mandibola, scatola cranica e costole, sono stati portati in un primo momento nel laboratorio allestito nella ex scuola elementare di Porto Ercole, dopodiché sono stati trasferiti a Ravenna nel dipartimento di antropologia dell’ Università di Bologna diretto dal professor Gruppioni.

Caravaggio muore nell’ Ospedaletto di Santa Maria Ausiliatrice il 19 luglio del 1610, e viene sepolto cimitero San Sebastiano a Porto Ercole, ma bisogna attendere il 1956, quando durante lavori alla strada, vengono alla luce alcune tombe. Su una cassa c’è una targa con il nome del pittore e la data della morte: ma la scoperta passa inosservata e le ossa, collocate in una cassetta più piccola, sono traslate dall’allora parroco, don Mariano Sabatini, custodendo anche l’atto di morte del pittore, fino alla scoperta di questo documento da parte di una ricercatrice dopo la morte dello stesso parroco.

Il 22 dicembre 2009 è iniziata la ricomposizione dei resti; poi, per datare ogni singolo reperto, è stato effettuato l‘esame del carbonio 14 sulle ossa, seguito poi dall’esame del dna comparato con quello dei discendenti di Michelangelo Merisi che ancora vivono nel paesino di Caravaggio.

Il 16 giugno 2010 a Ravenna, dopo un anno di lavoro, l’ équipe guidata da Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali, e quella scientifica dell’ antropologo Giorgio Gruppioni sono arrivate ad affermare che «i resti ossei di uno degli individui ritrovati nella cripta della Chiesa del cimitero di Porto Ercole appartengono a Caravaggio con una probabilità dell’ 85 per cento». Per Silvano Vinceti siamo alla certezza: «La ricerca antropologica e le avanzate tecnologie della scienza fanno sì che i risultati messi a disposizione siano credibili e solidi: quelle che mostriamo sono le ossa di Caravaggio».

I ricercatori sono convinti di poter stabilire anche  le cause della morte del pittore, probabilmente non provocata dalla malaria, come si era pensato sino ad oggi, ma da avvelenamento da colori, chiamato in medicina saturnismo.

Alice Ughi