“Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione”

 Perché non ricordare quell’estate del 2009? Matteo Salvini, europarlamentare leghista, bicchiere di birra in mano, militanti intorno a lui che lo accolgono con il coro “Matteo capogruppo” e poi parte il ritornello, noto negli stadi, contro i napoletani “colerosi e terremotati”.

 Un vero signore il capogruppo del Carroccio al comune di Milano, e autore di numerose dichiarazioni controverse, come la proposta di vagoni della metro riservati ai milanesi e off limits per gli extracomunitari.

 Questo è semplicemente un esempio, pescato tra tanti altri volendo, peggiori, più stupidi e desolanti. E così succede che un popolo a torto, più spesso a ragione, causa del malessere paranoide di troppi risponde.

 Ed anche che “Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione”.

Questo cartello, da oggi è possibile leggerlo sulle vetrine di alcuni negozi di Napoli, dopo l’ultimo raduno della lega Nord di Umberto Bossi a Pontida, dove sono stati cantati a squarciagola veri cori da stadio contro la cittadinanza partenopea.

 E sono in tanti ad aderire: da ‘Napolimania’ di Enrico Durazzo alla pizzeria ‘Sorbillo’ a via dei Tribunali. Siamo stanchi di subire cori contro i napoletani” – spiega uno dei promotori, il coordinatore campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli -. “Gli insulti e le volgarità dei leghisti non ci fanno più ridere. Ha ragione il presidente della Camera Fini quando dice che la Padania non esiste e che i leghisti minano l’unità nazionale. L’unica cosa che possiamo fare noi napoletani è reagire con forza contro i barbari leghisti”.

 Gino Sorbillo, titolare della pizzeria E che ha esposto il cartello, ha sostenuto con veemenza: “Oggi tanti turisti del nord ci hanno abbracciato, ci facevano i complimenti addirittura qualcuno ci ha detto che affiggerà il cartellone nel suo comune in Piemonte e in Lombardia. Altri ci hanno chiesto scusa affermando che non tutti gli abitanti del nord la pensano e si esprimono come i leghisti

Chiara Pannullo