Saviano morto, fotomontaggio su Max. I lettori de Il Giornale: “Magari fosse vero!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:17

Nuovo numero di Max. “Ora basta, siamo stufi di sentirlo attaccare da gente come Borriello, Fede, Berlusconi. Sì, è una provocazione, un’immagine forte”, si difende la direzione. La ragione delle scuse? Una prima pagina shock: Roberto Saviano, su un lettino, in obitorio, avvolto da un lenzuolo. E sormontato da un headline incontrovertibile, cubitale. “Hanno ammazzato Saviano“.

Scelta macabra, che la testata giustifica come provocazione, ma che ha comunque dato origine al disappunto dello scrittore campano, che rassicura tutti: “Non ho alcuna intenzione di morire”, reputandola un’evitabile “speculazione”. Ebbene, da quanto riportato dal blog NonLeggerlo, i lettori del sito de Il Giornale avrebbero preferito, forse, che all’autore di Gomorra fosse successo davvero qualcosa di brutto.

Lo si evincerebbe dai commenti: “Speriamo che le foto siano profetiche”, “Peccato che la foto sia finta”, “pur di guadagnare venderebbe la mamma”, “affoga nei tuoi miliardi” sono solo alcuni dei messaggi dal tenore piuttosto grottesco, reiterato – come segnalato da un altro blogger, Il Nichilista – nelle frasi pubblicate sul profilo facebook dai “Fan” del giornale di Paolo Berlusconi. “Peccato sia finta”, “mi spiace che sia finta”, altre simpatiche esternazioni.

Ma se sul portale di informazione Mediaset TgCom – come segnalato, invece, dal blog L’89 – i commenti dei lettori, sebbene meno macabri, puntano comunque alla denigrazione totale di Roberto Saviano, su IlGiornale.it e rispettiva fanpage facebook la redazione di Via Negri è stata costretta a prendere le distanze dalle frasi offensive riversate a margine dell’articolo sul fotomontaggio di Max, scusandosi prima, e cancellando ogni prova in seguito, giustificando la cosa come presunto “disguido tecnico“.

La cattura delle pagine incriminate, comunque, sta facendo il giro della rete. Facendo bella mostra dell’odio che alcuni utenti, vicini per la gran parte alle posizioni del premier, possono nei confronti di chi probabilmente, invece, dovrebbe essere celebrato come testimone della lotta alla camorra.

V.M.

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