Sciopero generale contro la manovra, venerdì l’Umbria si ferma. La Cgil: “Reagire e sconfiggere la rassegnazione”

Contrastare la manovra economica non è solo doveroso, ma è possibile. E la Cgil, che non intende rassegnarsi ad accettare passivamente tagli e provvedimenti iniqui, non è affatto isolata, visto che in tutta Europa i sindacati si mobilitano per difendere i diritti e gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli e visto che anche in Italia monta sempre di più la protesta di Enti locali, magistrati, poliziotti, pubblici dirigenti, lavoratrici, lavoratori e pensionati.

In questo quadro, lo sciopero generale di venerdì 25 giugno vuole essere un momento importante di lotta per “sconfiggere la rassegnazione”. Lo ha spiegato stamattina nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Cgil di Perugia, Mario Bravi, segretario generale del sindacato regionale, che ha sottolineato le ragioni per cui lo stop in Umbria sarà di 8 ore anziché 4. “La nostra è la terza regione più colpita in Italia dagli effetti fortemente negativi che la manovra economica del Governo Berlusconi produrrà – ha affermato Bravi, citando uno studio del sito economico Lavoce.info, di Tito Boeri – se, infatti, a livello nazionale i tagli determineranno una perdita media di 87 euro a cittadino, in Umbria la cifra salirà a 130 euro, contro ad esempio i 76 delle Marche. E sappiamo benissimo – ha proseguito Bravi – che a pagare saranno solo ed esclusivamente i ceti più poveri, mentre le classi agiate non saranno toccate”.

L’altra forte preoccupazione della Cgil è sul versante occupazionale: “Gli ultimi dati di Bankitalia – ha proseguito Bravi – ci descrivono un’Umbria in cui il tasso di occupazione cala ad un ritmo molto più veloce che nel resto del Paese. E di fronte ad una crisi che non accenna ad allentarsi, con circa 20mila lavoratori in cassa integrazione, è chiaro che gli effetti della manovra saranno ancora più pesanti. Per questo – ha aggiunto il segretario Cgil – pensiamo che non sia davvero possibile limitarsi, come fanno altri sindacati, a prendere atto di quello che fa il Governo nazionale per poi parlare solamente di semplificazione con la Regione e gli Enti locali. Noi siamo da sempre per la semplificazione – ha spiegato Bravi – ma prima bisogna reagire all’attacco senza precedenti che il Governo sta portando alle categorie che noi rappresentiamo”.

Ma lo sciopero di venerdì non vuole essere soltanto un momento di protesta. “Con la nostra mobilitazione vogliamo rilanciare con forza, anche in Umbria, la proposta di un ‘Piano per il lavoro’, proprio perché la ripresa, se e quando arriverà, rischia di essere ‘jobless’, ovvero senza occupazione. E questo per l’Umbria – ha concluso Bravi – sarebbe un disastro”.

Per quanto riguarda la giornata di venerdì, lo sciopero generale di otto ore sarà accompagnato da due manifestazioni. Quella di Perugia partirà alle ore 9.30 da piazza Partigiani, dove si concentreranno i manifestanti che sfileranno poi in corteo fino a piazza della Repubblica. Qui alle ore 11.00 si aprirà la manifestazione vera e propria con interventi di lavoratrici, lavoratori e pensionati e il contributo molto significativo di Manuela Comodi, segretaria regionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che testimonierà l’adesione della categoria alla protesta della Cgil. Poi l’intervento conclusivo sarà affidato a Filomena Trizio, segretaria nazionale della Nidil Cgil.
A Terni, invece, l’appuntamento è per le ore 11.00 in Piazza della Repubblica, dove si terrà la manifestazione organizzata dalla Camera del Lavoro provinciale. Anche qui sono previsti numerosi interventi, tra cui quello della segretaria generale della Cgil di Terni, Lucia Rossi. Per la Cgil nazionale, parteciperà il segretario confederale Fabrizio Solari.

Mauro Sedda