Tumore ai polmoni: rischio zero per chi smette di fumare prima dei 35 anni

L’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) informa che il tumore al polmone rappresenta la prima causa di mortalità nei paesi industrializzati, registrando in Italia, oltre 250 mila casi di nuovi tumori l’anno nelle persone fino agli 84 anni di età.

Il primo e più pericoloso fattore di rischio è sicuramente il fumo di sigaretta, esiste infatti un esatto rapporto tra  dose ed effetto, che si realizza anche con il fumo passivo: più si è fumato o si respira fumo maggiore è il rischio di ammalarsi.

E’ ormai certo infatti, che chi fuma oltre 40 sigarette al giorno aumenta il rischio di cancro al polmone di ben 60 volte in più rispetto a chi non fuma, ma questo rischio può diminuire in base all’età durante la quale si smette ed al numero di anni che sono intercorsi dalla rinuncia al vizio.

Spiega l’esperto che per tornare a livelli di rischio pari a chi non ha mai acceso una sigaretta, devono passare circa dieci anni senza tabacco, una cifra considerevole che sarebbe bene iniziare a calcolarsi il più presto possibile, intorno ai 30-35 anni al massimo.

Mentre infatti, spiega Filippo De Marinis direttore della I unità operativa di Pneumologia Oncologica all’Ospedale San Camillo di Roma, per annullare il rischio cardiovascolare bastano 3-4 anni senza il fumo, per quello oncologico servono 10-15 anni.

Ma il professor De Marinis, presidente inoltre della II Conference of Thoracic Oncology che inizierà domani a Roma,  tiene a precisare con forza che il rischio oncologico è azzerato se si smette di fumare prima dei 35 anni, un’importante via d’uscita contro questo tipo di tumore difficile da curare e soprattutto da prevenire.

E’ ancora dibattutto infatti, il ricorso a screening su persone che presentano un rischio oncologico elevato, poiché non sempre i test sono affidabili ed individuano il tumore precocemente.

Giulia Di Trinca