La Consulta premia il governo sul nucleare: respinti i ricorsi delle Regioni

Cattive notizie per le 11 Regioni che avevano sollevato dubbi sulla costituzionalità di alcune disposizioni contenute nella legge delega del 2009, quella che regolamenta la competenza legislativa sul nucleare. I ricorsi da loro presentati sono stati definiti “in parte infondati e in parte inammissibili” dalla Consulta che ha di fatto consegnato allo Stato la gestione della questione nucleare nei diversi territori.

Le motivazioni che hanno spinto i giudici a rigettare i ricorsi delle Regioni si conosceranno solo nelle prossime settimane, ma sin da ora è stato precisato che i principi e i criteri direttivi della delega non ledono il riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni. La decisione ufficializzata ieri è stata accolta con grande soddisfazione dal ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto: “La sentenza della Corte Costituzionale – ha detto – della quale attendiamo comunque di conoscere nel dettaglio le motivazioni, conferma il principio della competenza nazionale su questioni dalle quali dipende il futuro del Paese nel suo complesso oltre che dei singoli territori”.

“La linea di tendenza che riconosce un principio unitario e non frammentato delle competenze su questioni di tale rilevanza – ha continuato il ministro pugliese – mi appare pienamente condivisibile. E’ evidente che le prese di posizione, inutilmente polemiche, di alcuni presidenti di Regione si dimostrano finalizzate solo a strumentalizzazioni politiche“.

“La decisione della Consulta – gli ha fatto eco Stefano Saglia, sottosegretario dello Sviluppo economico con delega all’Energia – sgombra il campo da polemiche pretestuose: il governo intende fare il nucleare nel rispetto della Costituzione e delle Regioni”.

Il “no” della Consulta ai ricorsi delle 11 Regioni è stato, invece, biasimato dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha comunque annunciato di non voler rinunciare alla battaglia intrapresa: “Come volevasi dimostrare – ha detto – il referendum è l’unica arma per bloccare la costruzione delle centrali nucleari“. Per il Wwf il governo si troverà “ora solo di fronte alla decisione sul futuro nucleare dell’Italia”, mentre non ha manifestato particolare  preoccupazione Legambiente, convinta che la decisione della Corte non comporterà grandi cambiamenti perché “la quasi totalità delle Regioni italiane, e la maggior parte dei cittadini non vogliono sentir parlare di ritorno al nucleare“.

Maria Saporito