‘Ndrangheta, 42 arresti e un sindaco ricercato

Reggio Calabria, 24 giugno. La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha emesso ieri 42 ordinanze di custodia cautelare, a carico di appartenenti alle due cosche più attive e importanti del capoluogo, i Cordello e i De Stefano-Libri. Per tutti le accuse vanno dall’associazione mafiosa, alle estorsioni, alla turbata libertà degli incanti e altri reati.

Nell’operazione, denominata “Meta”, risultano anche una trentina di imprenditori indagati, i quali gestivano gli appalti pubblici per conto delle cosche. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’assetto criminale reggino. I due clan coinvolti nell’inchiesta, in passato rivali oggi alleati, avevano costituito un vero e proprio organismo decisionale al vertice dell’organizzazione, capeggiato da “il supremo”, come veniva chiamato Pasquale Condello, arrestato nel 2008 dopo una latitanza lunga 18 anni, e Giuseppe De Stefano.

Gli arresti sono stati effettuati dai carabinieri tra Calabria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, ed hanno portato al sequestro di beni mobili ed immobili, tra cui addirittura una casa di riposo per anziani ed uno stabilimento balneare, per un valore complessivo di 100 milioni di euro.

Tra i destinatari della custodia cautelare anche il sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, che al momento risulta però irreperibile. Palermo risulta legato alla cosca degli Alvaro , che durante le ultime elezioni comunali ha influenzato e compromesso il voto, appoggiando la sua candidatura a sindaco e contrapponendovi un’altra lista farlocca.

Il procuratore Giuseppe Pignatone durante la conferenza stampa sull’operazione Meta ha commentato: ” Stiamo facendo un lavoro progressivo che ci porterà, alla fine, a scoprire anche i collegamenti esterni delle cosche reggine, compresi quelli politici”. Ed ha poi aggiunto un elemento di novità al modus operandi delle cosche di oggi: “Fino a poco tempo fa era impensabile che Pasquale Condello affidasse a Giuseppe De Stefano, figlio di Paolo, ucciso nella guerra di mafia, la gestione dei proventi delle estorsioni. Stiamo parlando di due gruppi criminali che hanno dato vita, tra il 1985 e il 1991, alla ‘guerra di mafia’ che provocò centinaia di morti, tra cui lo stesso Paolo De Stefano. Adesso quei tempi sono passati e si bada soprattutto agli affari”.

“Operazione di eccezionale importanza” l’ha definita il ministro dell’Interno Maroni, mentre il ministro della Giustizia Alfano ha commentato “i risultati ottenuti fino ad oggi  sono l’esempio reale di questa grande stagione antimafia. Le mie congratulazioni, quindi,  al procuratore della Dda Giuseppe Pignatone e agli uomini dei Ros dell’Arma dei Carabinieri per il risultato ottenuto contro le cosche calabresi”.

Alessandra Maiorano