Renato Zero e lo scherzo ad Alemanno

Roma, 24 giugno. A seguito degli annunciati tagli alla cultura previsti dal nuovo decreto Bondi, un Renato Zero preoccupatissimo ed animato dal miglior senso civico ha telefonato al sindaco della capitale, Gianni Alemanno. Sì, perché il decreto Bondi, ha comunicato una voce perentoria e predicatoria,  “rischia di ammazzare la cultura e non vorrei che facesse le scarpe solo a Roma”.

Il Renato Zero in questione era l’ormai quasi altrettanto celebre autore degli scherzi di Rds, in cui continuano a cadere quasi tutti. Per esprimere il suo stato d’animo, il finto cantautore ha stavolta tirato fuori un complicato “tumultuoso turbinio, ma con un umore positivo”. E allora, perché no, deve aver pensato Gianni Alemanno. “Ci vediamo?”, ha azzardato amichevolmente.

Detto, fatto, registrato l’appuntamento dalle segreterie comunali. Secondo qualche quotidiano di oggi, l’incontro è stato fissato furbescamente dal primo cittadino quando si era accorto dello scherzo, e con grande maestria avrebbe scelto il comportamento più popolare da tenere: stare al gioco. Ma chi può dirlo? Non potrebbe, l’ignaro sindaco, aver fissato un appuntamento vero con un finto, ma non ancora scoperto, Renato Zero?  E sulle note di un’allegra canzone di chiusura, “I peggiori anni della nostra vita”, il breve dialogo è finito e noi restiamo nel dubbio. Fossero solo questi, i dubbi, non ci lamenteremmo più.

S. K.