Igor Petyx e i clandestini di Lampedusa

Venti foto hanno dato vita ad un reportage, dall’arrivo dei barconi al trasferimento al Centro d’Accoglienza dell’isola di Lampedusa, che fino al 4 luglio al Teatro delle Beffe sarà possibile vedere. I viaggi della speranza e gli sbarchi a Lampedusa: una verità spesso narrata solo dalle cronache dei giornali e dei telegiornali viene raccontata dalle immagini toccanti ed emotive di Igor Petyx.

Ed ecco prendere vita visi e sguardi di chi ha cercato la rivalsa e una vita nuova. Raccontano questo gli scatti del foto reporter palermitano. Il Teatro è da sempre un luogo d’arte e di socializzazione scelto appositamente perché vuole simboleggiare l’unione di culture diverse e lontane. In una città sempre più cosmopolita e multiculturale è inevitabile non porre l’accento sulle realtà differenti che ci circondando, considerandole un tesoro che arricchisce la nostra cultura e le nostre tradizioni. Durante l’esposizione della mostra sono previsti anche incontri sul tema dell’immigrazione, letture teatrali e momenti dedicati ai più piccoli, perché è dalle nuove generazioni che deve partire la cultura della tolleranza e dell’antirazzismo.

Ogni giorno arriva a Lampedusa un numero impressionante di uomini, donne e bambini, sono convinti di trovare un mondo diverso, hanno aspettative, sogni e speranze. Nei loro volti il dolore e la miseria: sono convinti di trovare qui un mondo decisamente diverso da quello che scelgono di lasciarsi alle spalle. Purtroppo non è sempre così. Igor Petyx nei suoi scatti ha saputo cogliere l’odore agre di una vita di stenti, l’incertezza del futuro; si sa che alcuni clandestini andranno a svolgere lavori manuali, altri, dopo una breve permanenza al centro di accoglienza, verranno rispediti a casa se non prenderanno il permesso di soggiorno. Chi ha visitato la mostra ha avvertito quel senso di amarezza e ha parlato di immagini comunicative che vanno al di là dell’immaginazione, se così è, vuol dire che l’obiettivo dell’artista è stato centrato in pieno.

Sabrina Ferrante