Mondiali 2010 Italia, Lippi: “E’ tutta colpa mia”

Il giorno dopo la disfatta e l’uscita senza nessun tipo di onore dal mondiale 2010, il torpore del clan italiano non finisce e le parole del dopo partita di Marcello Lippi, riecheggiano ancora nella mente di tutti gli italiani.

“Se ti presenti col terrore nelle gambe e nella testa, significa che l’allenatore non ha preparato la partita nella maniera giusta. Mi prendo tutte le responsabilità, anche le scelte sui giocatori e quelle fatte per ogni partita. Mi spiace da morire per tutti, la federazione, i tifosi, e mi spiace chiudere in questa maniera”.

Queste le parole del tecnico viareggino subito dopo il rocambolesco tre a due contro la Slovacchia che è costato alla nazionale campione del mondo in carica, l’uscita prematura dal mondiale. Nessuna spedizione italiana aveva mai fatto peggio, nemmeno quelle del 1966 e del 1974, senza contare il mondiale svedese del 1958, l’unico in cui l’Italia non si qualifico per le fasi finali.

L’ormai ex ct azzurro, ha poi aggiunto: “E’ evidente che io non ho preparato sufficientemente a dovere la squadra. Tutto mi sarei aspettato tranne quello che ho visto nel primo tempo, lasciamo perdere la reazione della ripresa. Ero convinto di tutt’altro, in campo è entrata una squadra incapace di esprimersi e se per un’ora e un quarto la squadra non riesce a giocare chi si deve prendere la responsabilità sono solo io”.

Lippi, infine ha salutato tutti facendo l’in bocca la lupo al suo successore Cesare Prandelli: “Grandi auguri al mio successore, un in bocca al lupo di cuore, grazie a tutti voi per questi quattro anni, in parte fantastici in parte molto deludenti. Io per ora mi fermo per qualche mese, non allenerò”.

Dello stesso avviso dell’allenatore, nel day after anche il capitano Fabio Cannavaro, probabilmente alla sua ultima apparizione con la maglia azzurra che, si schiera in linea con quanto più volte detto da Marcello Lippi: “Dobbiamo voltare pagina tutti, se restiamo a questo punto ci mettiamo altri 26 anni a vincere un mondiale, e l’Italia non può permetterselo. Fenomeni in giro non ne vedo, rispetto Cassano ma con lui abbiamo fatto due Europei e non li abbiamo vinti”. E chiude: “Non mi vergogno di dire che ieri ho pianto, dopo 14 anni di azzurro. Ma nulla potrà mai cancellare quello che abbiamo fatto nel 2006, perchè se questa maglia azzurra è più pesante è perchè la quarta stella ce l’abbiamo messa noi”.

 

Paolo Piccinini