Casini sulla manovra: così non va, ma saremo costruttivi

“La manovra è indispensabile, ma è fatta male e dunque neppure se volessimo potremmo votarla”. Con queste parole, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini ha inequivocabilmente chiuso alla possibilità di “benedire” il provvedimento economico varato dal governo. Durante la conferenza stampa, indetta ieri alla Camera con il segretario Cesa, Casini ha presentato ai giornalisti il pacchetto degli emendamenti targati Udc, vergati per correggere il testo tremontiano.

“Sulla manovra noi certamente saremo costruttivi in Parlamento – ha promesso l’ex presidente della Camera – non giocheremo al ‘tanto peggio tanto meglio’. Pur non potendo votare una manovra con queste caratteristiche – ha insistito – faremo di tutto perché si ripeta quanto accaduto sul decreto sugli enti lirici: un Parlamento in cui le forze politiche responsabili del Pd e dell’Udc non dicano solo ‘no‘, ma cerchino di migliorare la qualità legislativa”.

Per il centrista, insomma, è fondamentale riscoprire il senso del proficuo confronto tra le parti: “La politica della fiducia – ha ripreso – è maturata nella logica degli estremismi, perché l’opposizione si arrocca nel suo Aventino e dice solo no. Ma una grande opposizione, che vuole essere alternativa, non può solo dire di no, deve dire anche dei sì impegnativi. La logica del ‘tanto peggio tanto meglio’ – ha ribadito – la lasciamo a Di Pietro”.

E sulle convergenze col partito guidato da Pier Luigi Bersani: “Col Pd – ha detto Casini – abbiamo molte cose in comune. Siamo delle forze responsabili. C’è un comune sentire su tante cose e su altre abbiamo sensibilità diverse. Mi auguro che il nostro rapporto con il Pd continui e si consolidi e che quello che è accaduto l’altro giorno sugli enti lirici – ha rimarcato il leader dell’Udc – sia una risposta alle questioni enormi che l’Italia ha davanti. L’Italia deve affrontare la crisi non solo con un rapporto genericamente buono fra maggioranza e opposizione ma – ha precisato il centrista – con una condivisione autentica di passaggi politici delicati“.

Tra le proposte avanzate dall’Udc per “migliorare” il provvedimento economico: l‘aumento dal 12,5 al 20% dell’imposta sulle “rendite finanziarie speculative”, l‘abolizione delle Province con meno di 500 mila abitanti e l’accorpamento dei Comuni con meno di mille abitanti; la concessione di oltre 3 mila euro alle famiglie bisognose per ogni figlio, estendibili a 5 mila per i ragazzi portatori di handicap. E poi ancora: premi ai Comuni virtuosi e crediti d’imposta per investimenti in ricerca e innovazione; agevolazioni per chi assume giovani fino a 30 anni e detassazione degli utili reinvestiti. Il “pacchetto” presentato ieri da Casini e Cesa è davvero corposo e promette – nella speranza dei due centristi – di riaccendere la discussione in Aula.

Maria Saporito