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Camorra, arrestato il boss Umberto Onda

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Un alto duro colpo a “‘O Sistema” descritto da Roberto Saviano nel suo “Gomorra” e con cui l’Italia da anni combatte una dura lotta. La Camorra questa mattina s’è vista arrestare da parte dei Carabinieri di Napoli il boss Umberto Onda, considerato tra i più pericolosi latitanti dell’antistato campano.

Umberto Onda

38 anni, Umberto Onda è considerato il capo del clan camorristico dei Gionta operante a Torre Annunziata ed è latitante dal 2007. E’ nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia e questa mattina i Carabinieri gli hanno messo le manette intorno ai polsi. Ad Onda sono stati notificati tre provvedimenti restrittivi: un’ordinanza di custodia cautelare in carcere conseguente ad una condanna del 2007 a 17 anni di reclusione per associazione mafiosa, omicidio, rapina e ricettazione, e due ordinanza, rispettivamente del 2008 e del 2009, per associazione mafiosa ed estorsioni e per estorsioni e violazione della legge sulle sostanze stupefacenti.

Onda è stato bloccato e arrestato dai Carabinieri a Brindisi, mentre sbarcava da un traghetto proveniente dalla Grecia. Ai militari che lo hanno fermato, l’uomo ha mostrato dei documenti falsi. Quando poi è stato riconosciuto da alcuni carabinieri di Napoli, Onda, privo di armi, non ha opposto resistenza e si è consegnato alle Forze dell’Ordine. Stando a prime ricostruzioni dei Carabinieri, è altamente probabile che l’uomo abbia trascorso l’ultima parte della sua latitanza in Grecia.

Il clan dei Gionta appare per la prima volta nelle cronache italiane agli inizi degli anni Ottanta, quando Valentino Gionta, “ambulante ittico” di Torre Annunziata, stringe legami con la mafia siciliana e con il clan Nuvoletta di Marano, sodalizzando tra loro per combattere il potere di Raffaele Cutolo. E’ così, infatti, che l’11 settembre 1981 i Gionta fanno piazza pulita dei capi di zona di Cutolo, Salvatore Montella e Umberto Cirillo. Inizialmente si concentrano sul contrabbando di sigarette e sul mercato ittico, riuscendo col tempo a costruire una vera e propria “holding” che permetterà loro di interessarsi anche al traffico di eroina. Per questo motivo iniziano i conflitti con il clan di Antonio Bardellino e di Carmine Alfieri, che condurranno alla “strage di sant’Alessandro“, il 26 agosto 1984.

A commentare l’arresto è subito intervenuto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha lodato l’operato dei Carabinieri presso il Comandante Generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli: “La cattura di Onda è un altro grande successo dello Stato contro la camorra che si aggiunge ai numerosi di questi giorni”.

Augusto D’Amante

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