Tumore al polmone: una soluzione ma non per i fumatori

Il tumore al polmone risulta essere tra le principali cause di morte per neoplasie nei paesi industrializzati e nella sola Italia sono circa 40mila le nuove diagnosi all’ anno… La principale terapia fino ad ora era rappresentata dalla chemioterapia ma la ricerca di Farmaci Biologici ha aperto una nuova frontiera. Si tratta di un farmaco il cui nome chimico è gefinitib e una sola compressa al giorno da assumere a casa potrebbe far regredire il tumore.

Filippo De Marinis, direttore della I Unità Operativa di Pneumologia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, Presidente della II Italian Conference on Thoracic Oncology (CIOT), promossa dall’Associazione Italiana Oncologia Toracica (AIOT), inaugurata venerdì 25 giugno all’Auditorium della Musica di Roma, ha affermato i vantaggi dei farmaci biologici: “I farmaci biologici bloccano il tumore e, in molti casi, lo fanno regredire ma soprattutto non danno quegli effetti tossici negativi che, purtroppo, sono correlati alla chemioterapia”.

Il farmaco in grado di sconfiggere il tumore al polmone, presentato durante la Conferenza insieme ad altri due il l’Erlotinib e il Crizotinib, è efficace sui malati di tumore al polmone ‘non a piccole cellule’ che presentano una particolare mutazione del gene EGFR.

Questo vuol dire che il  Gefinitib non ha efficacia sui fumatori poiché la mutazione del gene EGFR si trova quasi sempre in chi o non ha mai fumato o ha smesso da lungo tempo.

La maggiore causa del tumore al polmone, vale a dire il fumo, sembra non avere scampo né salvatori misericordiosi… I fumatori accaniti registrano un rischio di sviluppare la neoplasia polmonare 60 volte superiore ai non fumatori ma lo stesso rischio diminuisce in rapporto al numero di anni dalla cessazione del fumo.

La mutazione genetica EGFR o ALK si presenta solo nel 15 per cento dei pazienti malati di tumore al polmone, l’unica percentuale che può trarre vantaggio dalla nuova terapia.

Caterina Cariello