Mondiali, Donadoni sull’eliminazione dell’Italia: “Mi dispiace per i ragazzi. Ora necessario programmare e lavorare”

Ora qualche sassolino dalla scarpa può toglierselo anche lui. Roberto Donadoni, ex ct della Nazionale, torna a parlare della disfatta azzurra ai mondiali sudafricani, che ha visto gli uomini di Lippi arrivare ultimi in un girone composto da Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.

Un fallimento che il tecnico ha commentato così, in un’intervista concessa a Piero Chiambretti su Radio2 a  “Chiambrettopoli”: “Mi dispiace esclusivamente per i ragazzi, perché li conosco tutti avendoli allenati,  e questo mi amareggia. Anche perchè anch’io ho vissuto sulla mia pelle situazioni del genere e assicuro che non è piacevole“.

A caldo, dopo l’eliminazione, ha colpito il forte pessimismo espresso dal portierone Gigi Buffon: “Non bisogna fare i disfattisti – l’idea di Donadoni –  È chiaro che ci sono dei problemi ma, in vista delle qualificazioni ai prossimi Europei, bisogna avere buon senso, programmare e lavorare. Ci sono anche in Italia giovani capaci. Bisogna consentir loro di fare esperienza internazionale e tenere viva l’attenzione su cose importanti e non solo guardare al gossip, che innesca dinamiche negative

Facile fare un confronto tra la sua Italia nel biennio 2006-2008 e quella del suo successore Lippi (tornato ct due anni dopo il trionfo al mondiale tedesco). Donadoni non si è tirato indietro: “Nei periodi in cui sono stato commissario tecnico la squadra era tra il quinto e l’ottavo posto nel ranking mondiale, quando era messa male. Ora non so dove sia…“.

Una piccola polemica che però non gli impedisce di evidenziare la forte ipocrisia mostrata da alcuni dopo la batosta contro la Slovacchia: “Tutti quelli che due anni fa portavano in pompa magna il nome di Lippi – ha attaccato Donadoni – mi riferisco in particolare a quasi tutta la stampa, ora gli sparano contro. Credo tutti debbano fare un esame di coscienza. C’ è un’eccessiva tendenza a dimenticare. Le persone perbene ci sono ancora ma sono in tanti, dopo una sconfitta ,a mettere su delle belle maschere anche se non è Carnevale“.

Tra le tante critiche mosse al mister viareggino, anche quella di aver lasciato a casa talenti del calibro di Mario Balotelli e Antonio Cassano, che avrebbero potuto aggiungere quella creatività di cui si è sentita fortemente la mancanza. Discorso valido soprattutto per il fantasista barese della Sampdoria, al quale il Donadoni ct dimostrò fiducia convocandolo per gli Europei 2008: “Non aveva mai dato alcun problema – ha affermato il tecnico – Anzi, era quello che sapeva tenere su il morale della squadra“.

Ora si cambia e dal 1 luglio l’Italia aprirà il nuovo ciclo targato Cesare Prandelli. Per Donadoni, l’ex allenatore della Fionentina è la persona giusta per rilanciare la Nazionale: “Essere allenatori è un mestiere difficile ma alla fine credo che il lavoro e la dedizione paghino. L’ambiente della nazionale non è un ambiente facile ma Prandelli è esperto, ha carattere e personalità, sono convinto che saprà fare bene“.

Francesco Mancuso