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Estensione Lodo Alfano: sconcertante per l’opposizione

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Com’era prevedibile, la proposta ventilata ieri da Filippo Berselli di estendere il famigerato “lodo Alfano” al premier e ai ministri, coinvolgendo anche i procedimenti giudiziari avviati prima della loro nomina, ha scatenato violenti polemiche. “La decisione è davvero sconcertante – ha tuonato il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti – e dimostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, che non si tratta di un provvedimento con nobili intenzioni. Ripeto, è tutto molto sconcertante – ha rincarato – si fa scempio della giustizia“.

Per l’esponente democratica, la proposta avanzata dal pidiellino svelerebbe, insomma, la reale intenzione dell’esecutivo di legittimare una norma in grado di affrancare il presidente del Consiglio dal giogo delle rogne giudiziarie.  Una mossa fin troppo manifesta, che – è il suo giudizio – non può che suscitare sconsolata meraviglia tra i partiti dell’opposizione. Ma se la reazione stizzita del Pd (e ancor meno quella dell’Idv) non desta particolare stupore, a incuriosire è invece il commento affidato dal “moderato” Pier Ferdinando Casini ai cronisti di Sky Tg24.

Il troppo stroppia – ha esordita il centrista – Un conto è il lodo che copre le specifiche funzioni del premier, un conto è quello che si vuole fare. Penso che sia un grandissimo errore e  che si sia trattato di un’occasione persa per dimostrare il senso della misura. Noi offriamo tutta la collaborazione possibile in tema di giustizia – ha concluso l’ex presidente della Camera – ma non devono esagerare e invece ogni volta lo fanno”. Davvero troppo anche per il cauto Casini, in perenne equilibrio tra le correnti che spirano a destra e a sinistra del suo partito.

Maria Saporito