La piazza si mobilita per liberare il Paese dal bavaglio

E’ partito il conto alla rovescia per la grande manifestazione che oggi dalle ore 17 si svolgerà a piazza Navona. Una mobilitazione compatta, capeggiata dalla Fnsi, a cui aderiranno sigle sindacali, partiti, associazioni, movimenti e singoli cittadini. Tuttti uniti per intonare il proprio ‘no’ al ddl sulle intercettazioni (meglio conosciuto come ‘legge-bavaglio’) che rischia di compromettere la qualità informativa del Paese.

Quella romana non sarà l’unica piazza impegnata nella lotta civica contro il ddl; manifestazioni analoghe sono previste anche in altre 22 città, tra cui Londra e Parigi. E per rimarcare la propria contrarietà al provvedimento, la Fnsi ha ieri confermato l’intenzione di dare il via il prossimo 9 luglio a un black out informativo capillare, che coinvolgerà i quotidiani e tutte le testate del Paese.

“La libertà di informazione – hanno detto Franco Siddi e Roberto Natale, rispettivamente segretario e presidente della Federazione nazionale della stampa italiana – è un bene pubblico irrinunciabile e per questo la lotta e le iniziative incessanti contro il ddl Alfano sono riusciti a rendere compatti tutti i giornalisti e hanno radunato attorno a loro le associazioni e i cittadini che vogliono difendere la Costituzione. Si tratta di una iniziativa di carattere nazionale – hanno sottolineato – che sarà accompagnata da manifestazioni simili in tutta Italia per testimoniare lo sforzo corale del Paese per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che è ormai conosciuto da tutti come legge bavaglio”.

La Fnsi ha espresso con netta chiarezza le proprie perplessità sul contestato disegno di legge: “Occorre eliminare – hanno scritto alcuni rappresentanti in una nota diffusa ieri – il divieto assoluto di pubblicare anche per riassunto le intercettazioni messe in deposito a disposizione dell’indagato prima dell’udienza preliminare“. E  bisogna piuttosto proporre un'”udienza filtro” o la costituzione di un “archivio riservato”, o in alternativa provvedere all’avvio di “un’udienza entro le 48 ore dalla notifica dell’ordinanza e la previsione di un interrogatorio, con il deposito – hanno precisato dalla Fnsi – delle sole intercettazioni certamente rilevanti“.

Non solo: “Suscita perplessità – hanno continuato nella nota – la facoltà di pubblicare solo per riassunto e non testualmente gli atti delle indagini, facoltà il cui esercizio potrebbe dar luogo a conseguenze negative anche per gli interessati, lasciando spazio a scelte e sintesi opinabili”. Senza considerare le ammende eccessive per gli eventuali editori trasgressori e la necessità – più volte ribadita dalla Federazione – di istituire un Garante per la lealtà dell’informazione.

La manifestazione di piazza Navona prenderà il via alle ore 17,00 di questo pomeriggio e coinvolgerà un numero importante di persone. A dettare i tempi della scaletta sarà la giornalista della Rai, Tiziana Ferrario. Accanto a lei l’attrice Ottavia Piccolo leggerà alcuni articoli vergati da Ilaria Alpi e Anna Politkovskaja, mentre il premio Nobel, Dario Fo sarà in collegamento telefonico da Milano. Molti saranno gli “ospiti eccellenti” che si succederanno sul palco di piazza Navona: non solo giornalisti, ovviamente, ma anche protagonisti della scena culturale del Paese. Tra i tanti: l’attore Leo Gullotta, lo scrittore Carlo Lucarelli e  i musicisti Tetes des bois.

Sul palco capitolino ci sarà spazio anche per il tributo al “buon giornalismo” italiano che ha più volte permesso di svelare verità rimaste taciute. Hanno confermato la loro partecipazione Ilaria Cucchi, sorella del ragazzo morto in seguito al presunto pestaggio ad opera delle guardie carcerarie, e Patrizia Aldovrandi, madre del giovane morto per le percorse ricevute in seguito al fermo da parte della polizia.

E poi ancora: la strage di Ustica, gli scandali del G8 di Genova, le “ombre” sul dopo terremoto all’Aquila. La Fnsi vuole ripartire dagli obiettivi brillantemente centrati per ribadire l’impossibilità a rinunciare al bene prezioso dell’informazione. Libera e autonoma.

Maria Saporito